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In Italia i poveri sono raddoppiati a causa della crisi economica

Firenze. “La crisi economica ha raddoppiato l’incidenza della povertà assoluta”: si è passati da 2 milioni del 2007, che rappresentavano il 3% della popolazione, a 4 milioni stimati oggi, pari al 7% della popolazione. I minori in condizioni di povertà assoluta sono un milione, pari al 10% del totale. Lo ha reso noto il capo del servizio struttura economica della Banca d’Italia, Paolo Sestito, in audizione nelle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.

Il sistema di protezione sociale italiano, “è tuttora privo di uno strumento universale di contrasto alla povertà, che nel nostro Paese da molto tempo è significativamente più diffusa e accentuata che negli altri principali paesi europei”. Le misure esistenti, inoltre, appaiono “poco efficaci e scarsamente mirate, sia nel caso dei trasferimenti monetari sia nel caso dei servizi; risentono inoltre della mancanza di una logica unitaria”.

Il disegno di legge delega all’esame del Parlamento, secondo Bankitalia, “prospetta innovazioni sostanziali e appare un passo importante nella giusta direzione”. L’incidenza della povertà “è più elevata nel Mezzogiorno e nelle famiglie nelle quali ove il capofamiglia è senza occupazione” ma, avverte Palazzo Koch, “avere un lavoro non necessariamente mette però al riparo dal rischio di povertà”. Nel confronto internazionale il welfare italiano “è nel suo complesso poco redistributivo. Ciò riflette sia la composizione della spesa sia limiti nel disegno delle singole misure”.

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