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F1, il dopo Gp Stati Uniti

Austin. Nel giorno del quarto titolo costruttori di filato per la Mercedes, vera dominatrice dell’era ibrida, un secondo posto amaro per Sebastian Vettel che non è riuscito a tenere il passo di uno stratosferico Lewis Hamilton. Seb ha compiuto una mezza magia al sabato col secondo posto strappato con le unghie e con i denti in qualifica; altra mezza magia in partenza, quando ha sorpreso Lewis alla prima curva dopo il via. Ma oggi serviva più di una magia al tedesco per tenere vivo questo mondiale. Un mondiale saldamente nelle mani di Hamilton, in stato di grazia in questa ultima gare nelle quali non sbaglia niente, non lascia niente all’avversario in rosso, con una Rossa che, al contrario, sbanda, sbanda e sembra non essere più in grado di impensierire le Frecce d’argento.

Problemi con le gomme per Sebastian, che assolutamente non andava né con le ultra soft iniziali, né tanto meno con le soft nel secondo stint di gara. Poi l’ultima chance, una seconda sosta per montare le rosse, le super soft, ed il recupero che è arrivato, dalla quarta posizione sino alla seconda finale; ma distante, ormai lontano dal vincitore e leader sempre più incontrastato del mondiale 2017.

Non ce n’era, per Seb, un po’ di più per Raikkonen, terzo sul podio, ma quarto sotto la bandiera a scacchi. Fortuna la penalità di 5” per Max Verstappen, con quel sorpasso capolavoro sul finlandese a tre curva dalla fine. Sorpasso però portato a casa tagliando completamente la curva, e penalità che arriva puntuale. E se vogliamo parlare di sorpassi va menzionato l’attacco splendido di Vettel su Bottas in curva uno, infilatosi tra il finlandese al suo interno ed un Vandoorne spettatore all’esterno, bravo a non creare “problemi” ed imbarazzi alla rincorsa della Ferrari numero 5.

Ci si poteva aspettare di più dalla Ferrari in questa prima trasferta americana: ma Vettel, soprattutto, ha avuto grandi problemi nelle libere di venerdì, quando praticamente non ha girato, non ha provato il giro secco e soprattutto il passo sulla gara. Tutti particolari che sicuramente hanno penalizzato Seb sul ritmo. Che ha avuto i suoi grattacapi anche nei confronti di una Red Bull che, con Verstappen soprattutto, è cresciuta, e continua a crescere di gara in gara. Anche ad Austin, da 16° a 3° al traguardo, ed un podio perso solo per via dei giudici e del regolamento, correttamente applicato. Ma con una prestazione monstre che non può che lasciar ben sperare in visione del 2018.

Una settimana, sette giorni solamente separano Lewis Hamilton da quarto titolo in carriera. Gli basta un quinto posto, Vettel può vincere, stravincere, stracciare tutti, ma poco importerà. E allora i due saranno davvero pari. Poi, per la bella, si vedrà.

(di Alessandro Marinai)

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