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Copyright, no alla condivisione a pagamento

Roma. “Discutere di come la riforma europea del copyright potrebbe cambiare la vita degli utenti del web”. Questo l’obiettivo del convegno Poche Parole tra copyright e consumatori che si è svolto alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’Unione nazionale consumatori. Nell’occasione sono stati presentati i risultati della survey Copyright: come tutelare la libertà di condivisione sul web. E’ quanto si legge in una nota della prima Associazione di consumatori in Italia.

“L’incontro – spiega Massimiliano Dona, Presidente dell’Unc – rientra nell’ambito della nostra campagna #pocheparole (aderisci con un clic) come importante momento di riflessione tra esperti, Istituzioni, operatori della comunicazione e consumatori. Proprio sulla quotidianità degli utenti – prosegue Dona – potrebbe infatti ricadere l’approvazione della riforma ed è per questo che abbiamo voluto raccogliere le loro opinioni lanciando la survey.

L’indagine, che non ha valore statistico ma intende fotografare il sentiment dei consumatori sul tema,  ha evidenziato come quasi il 50% dei consumatori ha sentito parlare della riforma sul copyright, ma non sa esattamente di cosa si tratti: eppure quasi la metà dei rispondenti alla survey dichiara di condividere spesso sui social network e sulle app di messaggistica istantanea link a contenuti esterni come video, articoli di giornale o musica.

Dallo studio è poi emerso che il  72% dei consumatori ammette di sapere che esiste un meccanismo con il quale i social network e le piattaforme decidono di cancellare i post inappropriati o che violano le norme sul copyright, ma di non sapere come funziona.

E ancora, seppur il 22% dei partecipanti alla survey ritiene utile i link postati da altri amici e il 64% li tiene in considerazione a seconda del contenuto a cui rimandano, alla domanda “Saresti disposto a pagare per poter condividere contenuti protetti da copyright con i tuoi amici?”, ben 72 persone su 100 hanno risposto “No, mai”, il che dimostra come vogliano che continui ad essere garantita la libertà di link e di circolazione delle informazioni sul web.

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