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Stabile il potere di acquisto delle famiglie italiane

Firenze. L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil nel secondo trimestre del 2017 è stato pari al 0,5%, a fronte del 0,4% nel corrispondente trimestre del 2016. Nei primi due trimestri del 2017 si è registrato un indebitamento netto pari al 2,4% del Pil, in miglioramento rispetto al 2,6% del corrispondente periodo del 2016. Lo rende noto l’Istat. Il saldo primario (indebitamento/accreditamento al netto degli interessi passivi), nel secondo trimestre 2017, è risultato positivo per 16.465 milioni di euro (17.448 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2016). La relativa incidenza sul Pil è stata pari a 3,8%, a fronte di 4,1% nel secondo trimestre del 2016.

Nei primi sei mesi del 2017, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario è stato positivo e pari all’1,7% del Pil (+1,4% nello stesso periodo del 2016). Il saldo corrente (risparmio) nel secondo trimestre del 2017 è risultato positivo per 13.091 milioni di euro (12.183 milioni nel corrispondente trimestre dell’anno precedente). L’incidenza sul Pil è stata del 3,1%, a fronte del 2,9% nel secondo trimestre del 2016. Nei primi due trimestri del 2017 il saldo corrente in rapporto al Pil è stato positivo e pari allo 0,7% (0,4% nel corrispondente periodo del 2016). Le uscite totali nel secondo trimestre 2017 sono aumentate dello 1,6% rispetto al corrispondente periodo del 2016. La loro incidenza sul Pil in termini tendenziali è rimasta invariata (al 47,2%). Nei primi due trimestri del 2017 la relativa incidenza è stata pari al 47,1%, in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Le uscite correnti hanno registrato, nel secondo trimestre 2017, un aumento tendenziale dell’1,3% risultante da una crescita dei redditi da lavoro dipendente (+0,2%), dei consumi intermedi (+0,9%), delle prestazioni sociali in denaro (+1,3%) e delle altre uscite correnti (5,8%), a fronte di una diminuzione degli interessi passivi (-2,3%). Le uscite in conto capitale sono aumentate in termini tendenziali del 4,8%; in particolare, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 4,4% e le altre uscite in conto capitale sono aumentate del 16,7%. Le entrate totali nel secondo trimestre 2017 sono aumentate in termini tendenziali dell’1,3% e la loro incidenza sul Pil è stata del 46,7%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2016. Nei primi due trimestri dell’anno l’incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 44,7 %, invariata rispetto al corrispondente periodo del 2016.

Le entrate correnti nel secondo trimestre 2017 hanno segnato, in termini tendenziali, un aumento dell’1,7%; in particolare, a fronte di incrementi delle imposte dirette (+1,8%), delle imposte indirette (+1,9%) e dei contributi sociali (+2,3%), le altre entrate correnti sono diminuite (-1,1%). Si registra, inoltre, una riduzione delle entrate in conto capitale, dovuto principalmente alla riduzione delle imposte in conto capitale.

Nel secondo trimestre del 2017 il Prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% nei confronti del secondo trimestre del 2016. La variazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2%. La stima dei Conti economici trimestrali diffusa il 1° settembre scorso aveva rilevato una variazione congiunturale pari a +0,4% e una variazione tendenziale dell’1,5%. Dal lato degli aggregati della domanda interna si registra, rispetto al trimestre precedente, una crescita dello 0,9% degli investimenti fissi lordi e dello 0,2% dei consumi finali nazionali, sintesi di un incremento dello 0,2% dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (Isp) e di un andamento stazionario della spesa della Pubblica amministrazione (Pa). Le importazioni sono aumentate dell’1,2% e le esportazioni hanno segnato una variazione nulla.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha fornito un contributo di +0,3 punti percentuali alla crescita del Pil, derivante da apporti di +0,1 punti dei consumi delle famiglie e delle Isp, di +0,2 punti degli investimenti fissi lordi, mentre l’apporto è risultato nullo per quanto riguarda la spesa della Pa. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per +0,4 punti percentuali, mentre il contributo della domanda estera netta è risultato negativo per -0,3 punti percentuali. Si rilevano andamenti congiunturali positivi per il valore aggiunto dell’industria (+0,5%) e dei servizi (+0,3%), mentre l’agricoltura ha registrato un calo del 2,4%.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici (definita dal rapporto tra risparmio lordo e reddito lordo disponibile) nel secondo trimestre 2017 è stata pari al 7,5%, con una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,5 punti percentuali nei confronti dello stesso periodo del 2016. In termini congiunturali tale flessione della propensione al risparmio deriva da una crescita della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile (0,4% e 0,2% rispettivamente). Il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi pari a quello del reddito disponibile (0,2%). In termini tendenziali il reddito disponibile è aumentato dello 0,9% mentre il deflatore implicito dei consumi è aumentato dell’1,3%, determinando una flessione del potere di acquisto dello 0,3%.

Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici (definito come rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie consumatrici, che comprendono esclusivamente la spesa per l’acquisto di abitazioni e per la loro manutenzione straordinaria, e reddito disponibile lordo) nel secondo trimestre del 2017 è stato pari al 5,9%, invariato rispetto al trimestre precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2016. In termini congiunturali si registra una flessione degli investimenti fissi lordi dello 0,2% a fronte del già segnalato aumento dello 0,2% del reddito lordo disponibile.

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