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Pmi: rate sospese per quasi 5 miliardi di euro

Firenze. Continuano le iniziative delle banche in Italia sulla sospensione delle rate o allungamento dei finanziamenti alle Pmi. E’ quanto rileva l’Abi spiegando che al 31 luglio 2017 sono state accolte 16.825 domande di sospensione del pagamento delle rate per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 4,9 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 627 milioni di euro. Inoltre, sono state accolte 6.775 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 1,4 miliardi di euro di debito residuo. L’iniziativa “Imprese in ripresa”, che rientra nel più ampio “Nuovo Accordo in favore delle piccole e medie imprese” sottoscritto dall’Abi, dalle banche e dalle altre associazioni di impresa il 31 marzo 2015, prevede la possibilità per tutte le Pmi “in bonis” di sospendere la quota capitale delle rate di mutui e leasing, anche agevolati o perfezionati con cambiali; allungare il piano di ammortamento dei mutui e le scadenze del credito a breve termine e del credito agrario.

L’analisi relativa alla distribuzione delle domande per attività economica dell’impresa richiedente evidenzia che: il 21,4% delle domande è riferito ad imprese del settore “commercio e alberghiero”; il 13,7% a imprese del settore “industria”; il 16,4% a imprese del settore “edilizia e opere pubbliche”; il 12,6% a imprese del settore “artigianato”; il 9,2% a imprese del settore “agricoltura”; il restante 26,7% agli “altri servizi”. L’analisi relativa alla distribuzione territoriale delle domande accolte, per sede legale dell’impresa richiedente, evidenzia che il 64,5% è riferito a imprese residenti nel Nord Italia, il 19,8% a imprese residenti nel Centro e il 15,7% a imprese residenti nel Sud. L’Abi sottolinea che il nuovo Accordo per il credito 2015 consente di sospendere anche i finanziamenti che hanno già beneficiato di tale strumento negli anni passati, con la sola esclusione di quelli per i quali la sospensione è stata richiesta nei 24 mesi precedenti.

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