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Mtb test: la Evil Insurgent

Firenze. Capita di alzarsi la mattina e trovare una splendida giornata di settembre. E capita che tale giornata sia anche libera da impegni. Ho un amico che si è fatto la nuova Evil Insurgent, una belva da all mountain/gravity che devo assolutamente vedere e provare.

Come scena per il test scelgo le colline di Fiesole, tra Maiano, Montebeni e Settignano. Il terreno è ottimo, perfetto direi. Non c’è fango, ma la terra non è neanche secca come lo scorso agosto. Si può spingere, si può osare, ci si può divertire. E con questa Insurgent il divertimento è assicurato.

Un piacere per gli occhi, innanzitutto. Sì perché la prima 27.5” di casa Evil Bikes si fa notare, eccome. Per le sue linee cattive, aggressive, ma allo stesso tempo armoniose e che non stancano. La mia, anzi, quella del mio amico, è una taglia media, ben dimensionata, solida e robusta, con tubi spessi, nodo sterzo massiccio, una protezione al telaio posizionata in maniera impeccabile e con quel guidacatena incorporato che è un piacere da apprezzare. Tanti piccoli dettagli, come gli inserti di gomma per il passaggio interno di tubi e guaine, che fanno dimenticare i problemi avuti proprio da Evil nel passato, quando le loro mtb non erano certo fatte come si deve.

Salgo su, comincio a pedalare, inizio la discesa; un piacere unico, i 150mm di escursione al posteriore lavorano magnificamente grazie al D.E.L.T.A disegnato da Dave Weagle. I freni, Formula Oro da 200mm all’anteriore e al posteriore sono impeccabili quando servono. E servono, visto che più spingi più viene da spingere con questa Insurgent.

E se la discesa è pura goduria, la salita non è poi così malvagia. Grazie all’accoppiata 150mm posteriore e 160mm anteriore il divertimento ce lo si guadagna con non troppa fatica. Anche se invidio le salite meccanizzate di Dolomiti e Alpi.

Il suo terreno, comunque, è e rimane la discesa. Non è una gravity pura, ma lo potrebbe essere tranquillamente, con qualche minimo accorgimento. Il telaio è rigidissimo, le ruote piantate a terra anche nelle curve più sconnesse. In quelle strette non oscilla, ma chiude bene e aiuta a spingere.

Di questa bici ci si innamora al primo sguardo. E poi non la si lascerebbe più dopo la prima prova. Non ha problemi, con una manutenzione regolare. É pressoché perfetta, bella, convincente; agile, e ripaga se guidata con aggressività. Ecco, è l’aggressività che serve con questa Insurgent, perché vuole essere comandata, si lascia comandare, in discesa. E aiuta nei tratti peggiori, ovvero nelle salite. Un plauso a Evil, per questa Insurgent.

(di Alessandro Marinai)

 

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