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Porto Rico, tra debito e uragani

New York. A Porto Rico, territorio non incorporato degli Stati Uniti, hanno diversi problemi in questi giorni. Prima il passaggio dell’uragano Irma, poi su una devastazione quasi totale, si è abbattuta anche Maria, altro nome di donna per identificare un’ennesimo uragano categoria 5 che ha spazzato via e distrutto ciò che di poco era rimasto in piedi nell’isola sita nel nord est dei Caraibi.

Adesso, con case spazzate via, strade inesistenti, ponti e viadotti distrutti, niente elettricità, acqua potabile ai minimi e via dicendo, c’è il bisogno di aiuto immediato per far fronte a un’emergenza pari a 50 miliardi di dollari, a tanto ammonta la stima della ricostruzione pressoché totale. Ma adesso, nelle ore, anzi nei giorni dell’emergenza primaria, serve cibo, servono medicine, serve acqua, servono mezzi di soccorso, serve personale qualificato. Un aiuto gigantesco che il governatore di Porto Rico, Ricardo Rossello, ha chiesto a Donald Trump, il quale ha risposto immediatamente all’appello per quanto riguarda l’invio di aiuti, meno invece per il fattore soldi freschi.

Già perché se i problemi non fossero già abbastanza per Porto Rico, si aggiunge anche l’immenso debito che l’isola ha contratto nei confronti proprio degli Usa, e che ha costretto Rossello a dichiarare fallita l’isola solo lo scorso maggio, in modo da avviare le trattative per la ristrutturazione dei 70 miliardi di dollari dovuti ai creditori.

Trump non ha ancora mai parlato del problema, ma prima o poi dovrà farlo. Anche perché a Porto Rico ci sono 3,4 milioni di persone – quindi la totalità della popolazione – che ha bisogno di una mano. E l’erogazione di nuovi fondi è vitale per la sopravvivenza dell’intera isola. Ma più di Trump, Rossello ha un nemico ancora più grande, che si chiama Congresso. Anche perché 70 più 50, sfonda i 100; e si parla di miliardi, di dollari.

Ma se della burocrazia si occuperà il governatore, la popolazione di Porto Rico, oltre a ricostruire le proprie abitazioni, deve anche pensare al pericolo sciacallaggio. Per il quale è già stato istituito un coprifuoco che va dalle 19.00 alle 5.00 e con la polizia che ha già arrestato 25 persone accusate di averlo violato, anche se comunque non ci sono notizie di particolari tensioni o atti violenti.

(di Alessandro Marinai)

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