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F1, il dopo Gp Singapore

Singapore. Viene in mente Suzuka 2006, o ancora Singapore 2008. Tappe fondamentali, con una Rossa davanti, una volta Michael Schumacher contro Fernando Alonso, l’altra Felipe Massa contro Lewis Hamilton. Poteva essere un successo, anzi, due successi; si sono rivelati drammi, entrambe le volte. Come in questa edizione del Gp di Singapore, dove una pole fantastica si è trasformata in una sfiga pazzesca, molto probabilmente ancora decisiva per il mondiale che adesso prende la via di casa Hamilton.

Verstappen contro Raikkonen, Raikkonen contro Vettel. Fuori le due Ferrari, fuori anche la Red Bull numero 33. In una partenza bagnata, negli unici 10 minuto di pioggia in una gara dove Hamilton si è involato verso una vittoria insperata, dopo un sabato nero, con le due Mercedes relegate in terza fila, lontane, lontanissime dai contendenti per la vittoria, con Lewis distante da un Seb Vettel che avrebbe dovuto fare un sol boccone del rivale per la lotta al titolo.

E invece quel titolo tanto inseguito si allontana. Ventotto i punti che adesso Hamilton ha di vantaggio su Sebastian, che in un amen vede finita una gara partita già nel segno della sfortuna. Che a quanto pare esiste, esiste eccome se si tratta di Ferrari. C’è sempre Verstappen di mezzo, che evidentemente odia nel più profondo del suo cuore il Cavallino. Una sfortuna che si è manifestata con l’acqua al via, e con una concatenazione di eventi – sfortunati – per Vettel, Raikkonen e anche Verstappen, che va detto, non ha troppe colpe in quel che è accaduto.

Vettel poteva chiudere meno la traiettoria, Raikkonen poteva partire peggio, e Verstappen poteva anche allentare sul gas. E tutto si sarebbe evitato. Ma queste non sono le corse. Chi per un verso, chi per l’altro, hanno fatto l’impossibile per restare più avanti di tutti. Ed il patatrac ha preso velocemente forma. Poi possiamo soffermarci sulle parole, antisportive, di Verstappen, contento del ritiro delle due Rosse, a suo punto di vista colpevoli dell’incidente. Ma questo è quanto accaduto, perché il via di un gran premio è il momento più decisivo, più ad alta tensione, nel quale tutti si trovano a pochi centimetri l’uno dall’altro. E dove, negli ultimi anni, ci si gioca la vittoria.

Vittoria che Hamilton si è preso guidando da far suo in maniera perfetta, raccogliendo il regalo grosso che gli è stato fatto, con la Red Bull rimanente che non lo ha mai impensierito, con un Bottas disperso ma che ha portato punti importanti nel fienile di casa Mercedes. Mercedes che adesso più allungare le mani verso la coppa Costruttori, con più di 100 punti di vantaggio sulla Ferrari. E con Lewis Hamilton che ha un bel cuscinetto da qui ad Abu Dhabi per proteggersi dall’arrembaggio di Seb e della Ferrari.

(di Alessandro Marinai)

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