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Brexit e Theresa May avanti a braccetto

Londra. La Brexit, adesso, si fa cosa seria. Grazie all’approvazione del Great Repeal Bill, il Parlamento britannico, dopo una notte estenuante fatta di tante parole e trattative lunghissime, cancella lo European Communities Act del 1972, e revoca di fatto la potestà legislativa sul Regno Unito all’Unione europea.

Londra si riprende quindi una fetta di libertà nel legiferare le complicatissime norme internazionali che regolano immigrazione, economia, lavoro; e Theresa May si riprende di fatto parte del potere e della forza persi durante i primi mesi dei suoi due mandati quali primo ministro, riuscendo a superare uno scoglio non di poco conto al quale era attesa al varco da diversi mesi.

La maggioranza risicata ha tenuto, ha prevalso la linea della continuità con ciò che gli elettori britannici hanno decretato nel referendum sulla Brexit. Un altro mattone sulla strada difficile e tortuosa dell’addio all’Unione europea è stato posto, ribadendo a Bruxelles che Brexit sarà. Una uscita dall’Europa comunitaria netta, dura, come la May ha sempre voluto e sostenuto. Ma alla quale, però, ci sono ancora molte voci contrarie, a partire da quella del partito laburista, a parte di quello conservatore della May e alle migliaia che anche in questi giorni si sono levate per le strade di Londra protestando contro una decisione che non sentono loro.

(di Alessandro Marinai)

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