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Oltre 1 miliardo di danni a Livorno, Rossi: “Occorre un aiuto consistente”

Livorno. “E’ ancora presto per dare numeri e cifre, forse siamo oltre il miliardo di danni tra famiglie che hanno perso tutto, imprese, e il piano di rilancio industriale che rischia di non decollare”. Lo ha sottolineato il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, in collegamento con Agorà su Rai Tre. “Bisogna ricordare che Livorno e provincia è un’area di crisi complessa”, ha aggiunto il primo cittadino della città labronica. Quanto alla popolazione “potrebbero essere 15.000 le famiglie interessate dal nubifragio”. Proseguono, nel frattempo, le ricerche dell’ultimo disperso, Gianfranco Tampucci. Dopo il ritrovamento, ieri, del corpo di Martina Bechini, 34 anni, nella zona Tre Ponti, le vittime accertate sono salite a sette.

Ieri sera il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha firmato il decreto con cui dichiara lo stato di emergenza regionale relativamente ai Comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo in seguito alle fortissime precipitazioni nella notte tra sabato e domenica. Il provvedimento adottato da Rossi rappresenta il presupposto indispensabile per la dichiarazione dello stato di emergenza che dovrà essere adottato a livello nazionale, così da permettere di utilizzare i primi fondi per gli interventi in somma urgenza nelle zone alluvionate.

Oggi lo stesso presidente della Regione si tratterrà tutto il giorno nella città labronica. Prima tappa al Pala Modì per incontrare i volontari, dove è arrivato intorno alle ore 9. Poi sopralluoghi su Chioma, Ardenza, Rio Maggiore e Ugione.

Rossi: “Serve un provvedimento speciale”

Un provvedimento speciale del governo per Livorno, un intervento sostanzioso, sul modello di quelli varati per il Veneto o per il terremoto in Emilia. Un intervento che possa scongiurare l’esplodere di tensioni sociali in una città già provata dalla crisi economica. Lo ha sollecitato, nel corso della puntata odierna di Omnibus, su La7, il presidente della Regione Toscana.

“Livorno è una città in ginocchio – ha spiegato il presidente Rossi – la zona industriale e anche quella di Collesalvetti sono colpite in modo pesante, le case, gli scantinati, molte abitazioni e soprattutto i seminterrati sono stati invasi dall’acqua e ci sono molte famiglie che si trovano totalmente prive di ogni cosa. O si fa, da parte del Parlamento e del governo, un provvedimento veramente importante tipo quello che fu fatto nel 2010 per l’alluvione del Veneto, con 300 milioni, o per il terremoto in Emilia con 500 milioni, per dare a questa città la possibilità di risollevarsi, oppure davvero bisogna dire che piove sul bagnato”.

“Livorno è la realtà, dal punto di vista economico, sociale, occupazionale, più difficile di tutta la Toscana. E’ questo il punto politico su cui discutere. Non ci accontenteremo di un provvedimento ordinario per rimettere a posto qualcosa, come si fa in questi casi. C’è bisogno di un intervento davvero sostanzioso da un punto di vista finanziario rivolto a imprese e famiglie. Altrimenti anche le tensioni sociali che questa città vive in maniera piuttosto pesante rischiano di diventare esplosive”.

“Stiamo facendo i conti di tutto – ha proseguito il governatore – presto li manderemo alla Protezione civile nazionale. Voglio che su questo si pronunci il governo: chiederò un incontro con Gentiloni e con tutte le forze politiche. La vicenda non può essere derubricata come ordinaria. C’è una città con 140.000 persone che versa in una situazione drammatica e ha bisogno di un aiuto consistente, altrimenti seri pericoli che la situazione si aggravi”.

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