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La Fiorentina travolge il Verona in trasferta: 0 a 5

Firenze. Ci sono sempre gli scettici; sono quelli che vanno a trovare i difetti nelle altre squadre quando la squadra del cuore vince con troppa facilità. Da tempo indeterminato vado predicando che una squadra senza esaltanti ambizioni deve cercare il modulo che faccia divertire i propri tifosi abituandosi ad un gioco tutto fatto di velocità nei passaggi. Riassumendo i due concetti: era ben poca cosa quel Verona lì o era troppo forte la Fiorentina? Nessuna delle due cose, a parere mio.

Giocare una partita trovandosi in vantaggio di due reti dopo una decina di minuti piace ad ogni squadra facilitandone l’andamento del match: però la Fiorentina ha dimostrato di giocare triangolando in velocità arrivando al primo gol; è arrivata ugualmente con un lancio in velocità sul rigore che ha fruttato il secondo gol. Da quel momento è stato Pioli a sollecitare i propri ragazzi nel cercare di non rammollirsi come troppe volte abbiamo visto accadere nello scorso campionato. Il mister di turno viola si è sprecato nell’urlare ai giocatori in maglia “Santa Maria Novella” che dovevano continuare a giocare come se perdessero. E così è stato. Da quel momento il Verona non ha mai trovato gli spazi necessari per arrivare a concludere a rete.

Era la terza partita che i nuovi componenti della squadra scesa in campo si trovavano a giostrare la palla con l’uomo nuovo, l’uomo d’esperienza in mezzo a tanti ragazzini, quel Thereau che ha saputo fare da chioccia distribuendo il gioco e segnando su rigore la seconda rete viola. Gli altri si sono affidati all’entusiasmo giovanile che, unito ad una tecnica in crescendo, hanno dimostrato di essere vicini al concetto di squadra veloce che l’allenatore sta loro insegnando.

Benassi è un ragazzo che doveva essere messo in condizione di essere il motore veloce della nuova Fiorentina; “fuori ruolo”, hanno sentenziato tutti i soloni della palla rotonda ragionata a tavolino. Ed eccolo lì a centrocampo ad inventare passaggi che fruttano geometrie da gol verticalizzando ogni pallone senza avere lo sconcio desiderio di ripassare la palla verso le retrovie, come abbiamo visto fare troppo spesso lo scorso anno. Un ragazzo giovane che oggi si è meritato un voto molto alto per come ha capito che il gioco viola debba essere impostato. A lui ha risposto Veretout che ha dimostrato di saper battere le punizioni lasciando di stucco ogni cultore di tecniche su tiri da fermo; stupendo il quarto gol siglato appunto dal francese.

Infine Chiesa: sembra un veterano per l’entusiasmo con cui si sente cucito dentro la maglia viola; corre in ogni zona del campo e regala una prestazione di grande rilievo ed intensità pur non arrivando al gol. Infine, per parlare di voti alti: Simeone, sempre prontissimo in area dove scatta con una velocità ed una determinazione tali da arrivare a sprecare anche altri due possibili marcature per eccessiva foga. Credo fermamente che questa sarà la Fiorentina che ci farà divertire, nel bene come nel male.

D’altra parte, le due partite perse precedentemente ci avevano fatto vedere ugualmente un gioco spumeggiante, frizzante dove solo certe carenze difensive annullavano quel che di buono veniva fatto nell’intelaiatura offensiva; non so cosa arriverà a fare questa “viola” come posizione di classifica: sono comunque convinto che quest’anno non avrò più da storcere il naso contro chi, per eccessive raffinatezze, addormentava troppo il gioco a centrocampo senza arrivare a concludere niente di buono.

(di Alessandro Giusfredi)

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