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Texas, il dopo Harvey

New York. Il numero dei dispersi è ancora alto; e l’enorme quantità di acqua che sommerge parte della città rende impossibile ogni previsione sul numero di vittime che Harvey si è lasciato dietro di sé. Per adesso se ne contano 20, numero destinato però ad aumentare. La grande macchina dei soccorsi è all’opera, coadiuvata da un grandissimo numero di volontari, persone comuni che mettono a disposizione qualsiasi cosa, soprattutto barche, per aiutare chi ancora è intrappolato nella propria casa, o nell’auto.

Nella giornata di ieri il presidente Trump ha fatto visita in Texas, e si è fermato anche ad Houston: ha fatto sapere che alla Casa Bianca stanno vagliando il modo migliore per sbloccare al più presto possibile i fondi statali necessari per i primi aiuti. Poi quello che dovrà essere fatto per la ricostruzione verrà fatto.

Anche se la fase di prima emergenza dovrebbe essere destinata a durare ancora per qualche giorno, visto che altre piogge sono previste nella zona. Poi ci sono da considerare gli effetti negativi sul comparto economico dell’intero Texas, che andrà a ripercuotersi anche a livello nazionale: Goldman Sachs prevede infatti una flessione del Pil dello 0,2% derivante soltanto dalla perdita dei consumi nella sola Houston, la quarta metropoli per grandezza e numero di abitanti degli Stati Uniti.

(di Alessandro Marinai)

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