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Si può fare, Robert!

Budapest. Robert Kubica è tornato. In Formula 1, finalmente. Su quel palcoscenico dal quale era stato esautorato brutalmente e malamente per colpa di uno stupido incidente in un rally, alle porte del mondiale che comunque lo avrebbe visto protagonista, pur con una non entusiasmante Lotus, anno 2011.

Le traversie per riabilitare quella mano rimasta malandata sono state mille. E i giorni lontani dal suo ambiente un’eternità. Ma quella di mercoledì 2 agosto 2017 è una data da ricordare; per lui, per tutti i suoi tifosi sparsi in giro per il mondo, per quegli ammiratori più o meno segreti che proprio in Robert vedevano il futuro campione, oltre che compagno prediletto e perfetto per l’Alonso ferrarista.

Un futuro riscritto nelle pieghe di una storia, soprattutto umana prima che sportiva, che rischia veramente di vedersi costretta a venir raccontata di generazione in generazione, tramandata ai posteri, per quello che sarebbe un ritorno incredibile, mai avvenuto prima, forse che mai accadrà di nuovo. La forza di Robert, fisica ma soprattutto mentale; la sua costanza e caparbietà in quel progetto di rientro in F1 si è già in qualche modo concretizzato poche ore fa, quando il polacco ha rimesso su tuta e casco per sedersi al volante della Renault 2017. Quella col motore ibrido, quella con i gommoni e dalle dimensioni mastodontiche che Robert non ha mai provato in vita sua.

Nella giornata nella quale Sebastian Vettel ha segnato il miglior tempo nei test post Gp Ungheria, sempre sul tracciato magiaro, Kubica è riuscito ad impressionare con un quarto crono assoluto arrivato nonostante ciò che cercasse non fosse la prestazione velocistica, quanto il vedere, per rendersi conto, se l’adattamento del suo corpo diverso e cambiato dal passato è possibile au una monoposto moderna.

Direi proprio di sì; è possibile. Robert c’è, è tornato, non è mai andato via. Ha vissuto nel suo limbo, lontano dalla sua passione, dalla sua vita, ma con quel pensiero folle e meraviglioso di tornare ad incantare, riscrivere un destino avverso, meravigliarsi, e meravigliare, tutti coloro che se lo erano dimenticato, lavato via dai ricordi offuscati di un tempo lontano. Forza Robert, si può fare. Ce la puoi fare. Manca solo un ultimo passo.

(di Alessandro Marinai)

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