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Poesia: “Domus aurea” di Stefano Maleci

Firenze. Si intitola “Domus aurea”, l’ultima fatica letteraria pubblicata da Corrado Tedeschi Editore, di Stefano Maleci, filologo classico e studioso di paleografia greca e latina, amante della musica rinascimentale e barocca e della poesia secentesca ed ermetica. L’opera, arricchita dalla prefazione di Alessandro Meregalli e dai sublimi disegni a matita di Vincenza Poneti, esalta il ruolo della poesia colta, impreziosita da elementi storici e mitologici, come espressione di sensibilità e di arricchimento simbolico, umano e personale; seguendo un percorso di realizzazione interiore, ma anche di comuni difficoltà quotidiane. La dimensione della poesia, dunque, assume un duplice ruolo: quello di intrecciare il filo della speranza con il comune vivere, con il ricordo.

L’autore, pertanto, inizia concretizzando in versi una visita alla Sainte-Chapelle di Parigi in “Theophaneia”, per passare alla minuziosa descrizione di Otranto e della sua atmosfera, più reale che surreale, in “Notte ad Otranto”. Prosegue, poi, con “Tropico”, dove i profumi caraibici di rum e di sigari si confondono con la storia di Ernest Hemingway, in un tripudio di emozioni che emergono candidamente dalle pagine di carta. Nella sua raccolta, Maleci omaggia anche la medievale Volterra in “Verso Volterra”: città fiabesca tempestata dal vento che, racchiusa nella sua cinta muraria, domina il paesaggio sottostante. La poesia “Domus aurea”, che chiude l’opera e ne suggerisce il titolo, rappresenta, in estrema sintesi, la summa di carattere introspettivo dell’intera opera. La casa assume una simbolicità primordiale, non come mera costruzione, bensì come luogo che conserva, in molteplici forme, l’esistenza stessa. “Un mosaico di virtù, mille tessere d’attimi di vita”, scrive Maleci per descrivere un “rifugio potente e una riserva in cui trovo me stesso e il mio fine”. La casa, dunque, intesa come un coacervo di sentimenti stretti, intimi e personali, spesso inesprimibili con la scrittura, ma definibili, in qualche modo, tramite la poesia.

Stefano Maleci ha pubblicato svariate opere, tra le quali “Tre canti pagani” (1995), “Turris eburnea” (1997), “Madrigalismi siciliani” (2001) e “Selva di amori”, riscuotendo molti apprezzamenti. Nel 2017 ha vinto il Premio Poesie Edite alla XXII edizione della Rassegna Internazionale del Padus Amoenus, proprio con “Domus aurea”.

(di Matteo Pazzaglia)

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