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L’entrata in vigore del muslim ban negli Usa

New York. La nuova e (per adesso) ultima versione del muslim ban di Trump ha trovato la parziale approvazione da parte della corte suprema, col via libera al blocco di quei cittadini provenienti da sei paesi arabi a rischio che non possono provare di avere parentele o un posto di lavoro per l’ottenimento del visto per gli Usa.

Immediate le proteste della comunità musulmana già presente negli Stati Uniti, che recrimina come il visto di fatto non viene però lasciato a nonni e nipoti (mentre mogli, mariti e figli lo avranno in maniera praticamente automatica). “Il mondo guarda gli Stati Uniti d’America, si dice che sia il paese delle opportunità e della giustizia per tutti, ma non sembra che sia così”, dice Murad Awawdeh, della coalizione dei migranti di New York.

Il muslim ban non avrà effetto sui visti già rilasciati, ma dalla mezzanotte di questo venerdì le nuove norme entreranno in vigore. Che valgono anche per i rifugiati. Con la stretta che riguarda Siria, Sudan, Somalia, Libia, Iran e Yemen. Tra gli esenti ci sono i giornalisti, gli studenti e i professori. Altre deroghe sono previste per i malati gravi, mentre per la dimostrazione di parentela e altri legami di tipo professionale serviranno numerose documentazioni.

(di Alessandro Marinai)

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