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Brexit e questione irlandese

Londra. La premier britannica Theresa May, tra oggi e domani sarà impegnata a Bruxelles nella lunga e pericolosa discussione sulla Brexit. Durante il Consiglio europei, infatti, sale in cattedra il Regno Unito che dovrà cercare di portare a casa quella “hard Brexit” più volte evocata, ma che dopo le elezioni anticipate, indette e perse dalla stessa May, sembra sempre più cozzare con una cocente, in senso negativo, realtà.

Alla May manca la maggioranza in parlamento, manca il sostegno dei cittadini, manca (forse più di tutto) il pugno duro, necessario per portare avanti le proprie richieste di fronte ad un’Europa sempre più ferma e convinta nel farla pagare ai traditori, che solo un anno fa hanno deciso per l’uscita dal mercato comune.

In ballo c’è tanto, forse troppo. Ma al di là della mera questione economico-finanziaria, Brexit significa anche ridefinire la libera circolazione delle persone, garantita all’interno dell’Europa dal trattato di Schengen; trattato dal quale proprio Londra si è svincolata con Brexit. E adesso, oltre al problema che riguarda i lavoratori stranieri presenti in tutto il Regno Unito, c’è anche una questione che proprio a Londra è maggiormente sentita, e che rischia di divenire un pericolo assai serio se non trattata con i doverosi guanti.

La frontiera irlandese è da sempre stata teatro di tensioni e di scontri (oltre che di morti). Il processo di pace tra Eire ed Irlanda del Nord è stato faticosamente avviato e raggiunto dopo decenni di guerriglia, e adesso potrebbe anche venir meno per causa della Brexit. Che significherebbe la creazione di un nuovo confine fisico tra i due Paesi, che rischierebbe di veder riacutizzarsi uno scontro ed una rivalità forse mai del tutto scomparsi, ma soltanto assopiti.

(di Alessandro Marinai)

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Un commento

  1. Articolo interessante sebbene abbia alcune imprecisioni. Innanzitutto May ha tuttora un’ampia maggioranza, tuttavia non ha più la maggioranza assoluta e deve contare sull’appoggio del Partito Conservatore Protestante Nord-Irlandese. Inoltre è menzionato che con il voto della Brexit il Regno Unito si sarebbe svincolati da Schengen; ciò è errato giacché il Regno Unito non ha mai fatto parte di Schengen.

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