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L’attentato di Londra

Londra. L’attacco terroristico di ieri sera ha rigettato Londra nella paura; prima un furgone, che ha investito un gran numero di pedoni sul London Bridge – uno dei ponti sul Tamigi più importanti della capitale britannica, in pieno centro; poi i tre uomini che, scesi dal mezzo, hanno cominciato ad accoltellare diversi passanti. Il bilancio, ormai definitivo, parla di sette morti, ma con più di 40 persone rimaste ferite. I tre sospetti, che pare indossassero pure delle cinture esplosive, ma solamente finte, sono poi stati uccisi dalla polizia al Borough Market, un’area molto frequentata di Londra piena di bar, locali e chioschi non distante proprio dal London Bridge.

Adesso Londra è una città disseminata di agenti di polizia in stato di massima allerta. La situazione ora pare essere completamente sotto controllo, ma il livello di allerta rimane “severe”, cioè con un attentato terroristico considerato “altamente probabile”, appena un gradino sotto al massimo livello, quello “critical”. L’ultima volta che l’allerta terrorismo è stata innalzata a “critical” è avvenuto in seguito all’attacco di Manchester dello scorso 22 maggio.

A Downing Street, al numero 10, un podio attende già la prima ministra Theresa May, aspettata a dare notizie sul livello allerta per terrorismo. I principale partiti britannici hanno all’unisono annunciato la sospensione della campagna elettorale in vista del voto del prossimo 8 giugno, voto che non dovrebbe subire soppressioni o rinvii per quanto accaduto. Così come non verrà cancellato neanche il concerto di beneficenza, previsto per questa sera, che dovrà ricordare i morti di Manchester. Concerto al quale parteciperà anche Ariana Grande, oltre ad un parterre illustre della musica britannica e mondiale.

(di Alessandro Marinai)

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