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Il G7 del disaccordo

Taormina. Niente accordo sul clima, nessuna intesa sui migranti. Quello che doveva essere lo scenario, spettacolare, per le “nuovi grandi intese” fra i 7 potenti della terra si sta rivelando essere quasi un buco nell’acqua, per l’Europa e per l’Italia.

In primo piano la salvaguardia del nostro pianeta: “tutti i partecipanti hanno sollecitato il presidente americano con diversi argomenti affinché gli Stati Uniti continuino ad aderire alla convenzione sul cambiamento climatico. Non parlo del confronto; vorrei dire che c’è stato uno scambio molto controverso ma produttivo”, ha dichiarato a margine della prima giornata del G7 la cancelliera tedesca Merkel.

Ma ciò che Obama aveva portato avanti, Trump è pare essere pronto a distruggere. Il neo presidente Usa, infatti, è tutt’altro che convinto nel portare avanti l’accordo di Parigi: “prendiamo atto che è in corso una riflessione”, ha detto Gentiloni.

Poi l’argomento migranti, “piatto” forte dell’Italia, che proprio sulla location puntava forte per portare alla ribalta un problema, mondiale, ma che al momento è per larga parte sulle spalle del nostro Paese. Una sponda che però non ha avuto gli effetti desiderati, ancora con Trump mattatore principale di una linea, protezionista e sovranista, che adesso ha la maggiore: “pur sostenendo i diritti umani dei migranti e dei rifugiati, riaffermiamo i diritti degli Stati a controllare i loro confini”, recita il documento finale uscito dalla riunione dei 7.

Protezionismo che prevale anche in campo economico, col gelo tra Trump e la Merkel; gelo che alla fine si è sciolto su quello che è l’unico accordo raggiunto in giornata, sulla lotta al terrorismo.

(di Alessandro Marinai)

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