Home / Notizie / Primo piano / F1, il dopo Gp Bahrain

F1, il dopo Gp Bahrain

GP BAHRAIN F1/2017
© FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI MEDIA (© COPYRIGHT FREE)

Manama. Sebastian e Gina; una coppia ben assortita, di quelle che vedi e subito pensi a come stiano bene insieme, come siano fatti l’uno per l’altra. Una di quelle coppie destinate ad andare avanti nel tempo senza problemi, senza mai una lite, un punto di scontro, una difficoltà. Beh, fino a questo punto sarebbe forse mera utopia – e forse anche un po’ troppo presto nei tempi per poterlo affermare con certezza. Però che bello, anzi, che belli; il condottiero in sella al suo fido destriero. Pronti alla battaglia, pronti a stupire, pronti a sbaragliare il campo nei confronti di avversari sempre più quotati.

Come nel caso di questo Gp del Bahrain, dove dopo una qualifica un po’ anonimuccia, per i 4 decimi e poco più presi proprio da Seb Vettel nei confronti di uno stupefacente Bottas (alla sua prima pole mondiale) tutti se la stavano bellamente pronti a sparare immediatamente a zero su una Rossa già in difficoltà nei confronti del plurivincente squadrone Mercedes. Gli aggiornamenti cominciano a non funzionare più, ecco che tornano quelli di Stoccarda e bla bla bla. Si andava verso una gara già persa, a senso unico, con la sola incognita del possibilissimo ordine di scuderia Mercedes nei confronti di un Hamilton in fuga nel mondiale.

C’era però un’aria diversa su e giù per il paddock; perché se media e tifosi erano già pronti alla disfatta Rossa, gli avversari della Ferrari, già, proprio gli avversari, erano gli unici a dire “guardate che a Maranello hanno tutto un altro passa in gara”. Pretattica, sbeffeggio bello e buono – anche dopo lo smacco Ricciardo nei confronti di Raikkonen – pensavano i più. Eh no cari, verità, pura verità. Di quelle stupefacenti, incredibili, proprio perché mai immaginate.

Ok la vittoria a Melbourne, bene il secondo posto in rimontissima in Cina appena una settimana fa; ma cavolo, questa di Sakhir non l’avrebbe pronosticata nessuno, soprattutto dopo quel sabato “anomalo”. Nessuno, però, non è Ferrari. E nemmeno Mercedes e Red Bull che invece avevano ben chiaro di fronte a loro quale sarebbe stato l’andazzo appena dopo il semaforo verde. Il resto è mera cronaca, col fantasma della safety car che ancora una volta stava per fregare il tedeschino in rosso, come in Cina. Ma se il destino toglie, il destino dà; non regala, come nella penalità inflitta ad Hamilton per il rallentamento esagerato e volontario nei confronti di Ricciardo in corsia box. Nessun regalo, solo la constatazione del fatto che ancora una volta, sì, ancora una volta, Vettel e la sua Gina sono stati i più veloci di tutti. Punto e basta.

Una superiorità netta, limpida, tanto pura che neanche un Hamilton in giornata di grazia è riuscito a scalfire. Via con i giri velocissimi sul finale, nel vano tentativo di un recupero che avrebbe avuto dell’incredibile. Niente da fare, sei secondi hanno diviso i due contendenti al titolo sotto la bandiera a scacchi. Col povero Valtteri Bottas, pole man del sabato, che invece si è perso nel deserto del Bahrain, con la sua Mercedes che andava in ogni dove tranne che lungo la traiettoria migliore.

GP BAHRAIN F1/2017
© FOTO STUDIO COLOMBO PER FERRARI MEDIA (© COPYRIGHT FREE)

Musi lunghi in casa delle Frecce d’argento. Muso lungo per Toto Wolff, per Bottas (non proprio soddisfatto del suo terzo gradino sul podio) e muso lungo anche per Lewis Hamilton, che adesso in Vettel vede quell’avversario – tanto cercato a parole – provare ad allungare in classifica, scappare (forse no) ma di sicuro intrufolarsi nei peggiori incubi di uno che, tre volte campione del mondo, pensava di essersi liberato dello spettro di Rosberg.

Signore e signori, diciamo pure che questo avvio di mondiale non poteva essere più bello. Per una Ferrari tornata competitiva ai massimi livelli, ma anche per una Formula 1 che d’incanto torna a far appassionare. Per le nuove vetture, per i sorpassi meno “finti” e più genuini. E per una sfida che non si vedeva da tanto tempo; perché il duello fra Vettel ed Hamilton è appena agli inizi, e tanto regalerà ancora. Compresa un’incertezza che durerà diversi gran premi, statene certi. Intanto però godiamoci la leadership in solitaria di quel ragazzotto lassù, che nella sua testa di quattro volte campione mondiale ha un obiettivo solo: ricalcare l’avventura che fu del grande Schumi.

(di Alessandro Marinai)

Leggi anche

Asante calcio, i migranti scendono in campo

Palermo. La presentazione ufficiale è stata fatta giovedì scorso, ma adesso la Asante calcio scende …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *