Home / Notizie / Primo piano / La Marcia di Smirne risuona contro l’autoritarismo di Erdogan

La Marcia di Smirne risuona contro l’autoritarismo di Erdogan

Istanbul. Si chiama Marcia di Smirne, risale alla guerra di indipendenza turca – dei primi anni Venti del Novecento – ed è un inno a laicità e libertà, ovvero i principi cardini della nuova Turchia di Ataturk, il padre della repubblica. Sono mesi ormai che la Marcia continua a risuonare, ininterrottamente, ogni giorno per le strade e le piazze proprio di Smirne, la terza città turca per importanza, la più moderna del paese.

E’ l’opposizione ad Erdogan che l’ha fatta propria; in segno di protesta contro la riforma costituzionale per la quale il paese voterà a referendum domenica prossima e che, se passasse, “regalerebbe” enormi poteri al presidente – dittatore.

Le note della Marcia risuonano ovunque; in strada, negli auditorium, persino allo stadio, dove 10mila spettatori la cantano ad ogni partita. E’ il cosiddetto fronte del No, che unisce insieme non solo i simpatizzanti al Partito popolare repubblicano – il maggiore partito di opposizione a Erdogan – ma chiunque creda nel sistema parlamentare, nell’indipendenza del potere giudiziario, in quella repubblica fondata da Ataturk e che adesso è seriamente messa sotto attacco.

L’obiettivo della Marcia di Smirne è quello di preservare lo spirito democratico, portare avanti quella modernità che ha dato la svolta al Paese e che ha introdotto il parlamento in Turchia. Oltre al principio della laicità, necessario per garantire libertà di espressione e fede in un paese multietnico e multireligioso.

Ersin Kuskanat è un cantante: “c’è una frase di Ataturk che dice che l’artista è il primo a vedere la luce; per noi Ataturk era un artista e lui vide la luce in Izmir, per questo non è il caso di dire altro. Tutti capiscono cosa vogliamo dire”. E Tacettin Bayar, deputato del Partito repubblicano turco di Smirna aggiunge: “Smirne è una repubblica, laica. Un posto dove nessuno si preoccupa di come ti vesti. E’ una città diversa. Gli ospiti cantano la Marcia di Smirne. Lo fanno nel nome della democrazia e della libertà. Qui cantano e dicono quello che vogliono”.

Ekrem Oran è il leader del Partito repubblicano popolare; non ha paura di Erdogan, così come di gridare ad alta voce tutti i suoi timori per una riforma che minaccia nelle fondamenta la Turchia moderna. Ogni giorno è per strada ad informare le persone sulla catastrofe che potrebbe preannunciarsi; della minaccia alla democrazia esistente: “la Marcia di Smirne ha dato origine ad una protesta silenziosa, è ovvio da quale parte stia”.

(di Alessandro Marinai)

Leggi anche

Europei Tbilisi 2017 di scherma: la Toscana grande protagonista

Firenze. La Toscana fa “5+1”. Tanti, tra Livorno, Pisa e Siena, sono gli atleti che …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *