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In Venezuela hanno esautorato il Parlamento

Caracas. L’Assemblea Nazionale, ovvero il Parlamento unicamerale del Venezuela, non ha più il potere di legiferare. Semplicemente gli è stato tolto, portatogli via dal Tribunale Supremo di  Giustizia venezuelano dopo uno scontro all’arma bianca durato più di un anno, e dove proprio il Tribunale Supremo ha più volte accusato il Parlamento di posizioni di “ribellione ed oltraggio” alle decisioni del maggiore organo giudiziario. Letta in altri termini, il Parlamento, unico organo rimasto in Venezuela come opposizione alla dittatura di Nicolas Maduro, è stato fatto fuori da quello stesso Tribunale che non è altro che il braccio destro dello stesso successore di Chavez.

Una mossa meramente politica, che non fa altro, però, che peggiorare la già gravissima crisi nella quale versa il Venezuela, sommerso dai debiti, col petrolio che vale meno di niente, con una fame dilagante anche nella capitale Caracas, e con una popolazione allo stremo delle forze ormai da diversi mesi.

A scatenare la lotta tra Maduro ed il Parlamento, è stata la sospensione dell’elezione dei tre deputati dello stato venezuelano di Amazonas nel gennaio del 2016. Da allora il presidente venezuelano non ha smesso un attimo di ribadire l’illegittimità dell’Assemblea Nazionale. Il Tribunale, adesso, non ha fatto altro che seguire la linea di Maduro, specificando come il presidente sia solo tenuto ad informare il Parlamento, mentre quest’ultimo “non potrà modificare le condizioni proposte né pretendere di stabilirne di nuove”.

Henry Ramon Allup, deputato di Acciòn Democràtica – fra le opposizioni venezuelane – ha dichiarato lo scorso giovedì che l’Assemblea Nazionale continuerà ad esercitare le proprie funzioni, a dispetto della sentenza del Tribunale Supremo. Allup ha anche annunciato che i deputati si rivolgeranno a tutti gli organismi internazionali per denunciare  le irregolarità compiute dal governo Maduro e dal Tribunale Supremo di Giustizia, secondo molti “illegittimo” perché emette sentenze contrarie alla Costituzione.

Esempio di questa illegittimità è la parte dell’ultima sentenza nella quale il Tribunale prevede di trasferire il potere legislativo ad un organo terzo; nella pratica creando un altro organo con le funzioni dell’attuale Assemblea Nazionale, ma composto non più dalle opposizioni a Maduro, bensì da persone a lui vicine. Comunque uno spostamento di poteri che non è previsto dalla Costituzione venezuelana.

Intanto, nel paese reale, le persone muoiono per la fame e per la mancanza dei medicinali. Ed il tasso di inflazione è cresciuto, nelle ultime 31 settimane, del 932%. Tanto per portare un esempio, una tazza di cappuccino, allo stesso bar della capitale, Caracas, è passata dai 450 bolivar ai 1.800.

(di Alessandro Marinai)

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