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Norvegia, the happiest country

Firenze. Da una parte l’Europa del nord, dall’altra l’Africa sub-sahariana. Sono gli estremi della speciale classifica del World Happiness Report 2017, l’iniziativa promossa dalle Nazioni unite che fotografa quali siano i paesi “più felici” del mondo. Europa in testa, quindi, Africa in fondo al gruppo. E la prima della classe – in questa quinta edizione del rapporto annuale prodotto dal Sustainable Development Solution Network – risulta la Norvegia, che è riuscita a sopravanzare la vicina Danimarca.

“I paesi felici sono quelli che possiedono un sano equilibrio tra prosperità, capitale sociale, ovvero un alto livello di fiducia nella società, un basso tasso di disuguaglianza e fiducia nel governo”, ha spiegato Jeffrey Sachs, direttore di Sdsn nonché una delle voci più autorevoli in materia di sviluppo sostenibile.

Per stilare la classifica sono stati presi in esame 155 paesi in totale; e tra i migliori non sono risultati gli Stati Uniti, a causa delle forti disuguaglianze nella società, alla mancanza di fiducia, alla corruzione e alle misure economiche che Donald Trump sta cercando di portare avanti e che contribuiranno a peggiorare un quadro che secondo gli analisti è già critico in fatto di “happiness”.

“Le politiche del nuovo presidente Usa sono tutte indirizzate verso l’aumento delle disuguaglianze, tra cui principalmente i tagli delle tasse e l’esclusione dalla copertura sanitaria. Tutto quello che è stato proposto va nella direzione sbagliata”, ha aggiunto Sachs.

Ma come si è arrivati a questa classifica finale? Gli studi dell’Sdsn si sono basati principalmente su sei fattori: il prodotto interno lordo pro capite, la speranza di vita, la libertà, la generosità, il sostegno sociale e l’assenza di corruzione nel governo e negli affari. Non stupisce che, oltre agli States, anche l’Italia sia una grande assente delle prime posizioni.

(di Alessandro Marinai)

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