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La Fiorentina vince a Crotone

Firenze. Parliamo un momento di lui, sì: di Kalinic. Ogni cinque tiri riesce a fare un gol; non è poco dal momento che, dopo aver tentato di imbucare delle risoluzioni abbastanza facili, aspetta proprio l’ultimo minuto di gioco per regalare i tre punti al club viola. Quindi ben sei punti nelle ultime due prestazioni che, pur non risolvendo nulla in finalità di classifica, per lo meno dà una certa soddisfazione alla tifoseria che, nella sterilità di due prestazioni noiose consecutive, ha visto la propria squadra arrivare al Limbo di una posizione dove non si va più né di qua e né di là.

Certo ci aspettavamo un campionato migliore, ma troppe sperimentazioni sono state attuate per cercare una produttività che non è mai arrivata. Continuo nella convinzione che le pedine buone ce le abbiamo; purtroppo sono state usate nel peggiore dei modi possibile. Inutile prendersela con i Della Valle: oramai sappiamo che non sono persone disposte a sperperare i propri soldi nel gioco del calcio; loro non usciranno mai dai binari di un bilancio dove i conti devono pareggiare le uscite con le entrate; lo abbiamo saputo fin dal primo anno della loro presidenza. D’altra parte altre forze economiche, pur essendo presenti in città, non si espongono né si esporranno mai per rendere più forte un potenziale di atleti rispetto a quelli che già abbiamo. E allora: o i cinesi invece di offrire 40 milioni per un Kalinic che fa i gol in “zona Cesarini” si frugano un po’ più a fondo e comprano tutta la squadra eccedendo nel valore come sono soliti fare (ma poi sarà vero?) tirando fuori una decina di miliardi, oppure ci converrà sperare in una squadra di giovani che avranno la volontà di farsi conoscere ed apprezzare questo mondo dove i milioni corrono con una certa disinvoltura; certo è che qualunque altro mestiere un giovane voglia intraprendere non arriverebbe mai a mettere in tasca certe cifre.

E allora io sono arcisicuro che, guardandosi intorno, fra squadre di serie B o serie inferiori, si potrebbero trovare dei ragazzotti un po’ più svegli di Ilicic, un po’ più agguerriti di Gonzalo, un po’ più veloci di Vecino o di Badelj, un po’ più energici di Borja Valero. Oggi “tu quoque Chiesa fili mii” hai lasciato piuttosto a desiderare: forse proprio perché senti la mancanza di un entusiasmo che non fa mai crescere la squadra quando si trova, in massa, ai limiti dell’area di rigore avversaria. Proiettiamoci verso le speranze di un prossimo campionato carico di nuove energie. Nessuno potrà mai sapere chi si acquisterà fino a che Corvino non avrà suonato il campanello d’ingresso nella società viola.

Inutile fare sogni su questo o quell’altro giocatore. Abbiamo da pazientare fino ad agosto: e quindi d’ora in poi divertiamoci a considerare partita per partita; non andremo, come ho già detto, né di qua e né di là; ma almeno vediamo di sbadigliare meno e di partecipare di più alla vivacità di un gioco che per ora ha latitato abbastanza. Dice: ma oggi abbiamo giocato bene, ragazzi. Si giocava contro la penultima in classifica di già condannata alla serie B.

(di Alessandro Giusfredi)

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