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Alitalia: nuovo piano industriale di lacrime e sangue

Firenze. Sarebbero 2.037 gli esuberi previsti nel personale di terra dal nuovo piano industriale di Alitalia. Gli esuberi riguardano sia lavoratori a tempo determinato che indeterminato. Le eccedenze di organico a tempo indeterminato si attestano a 1.338 unità, quelle a tempo determinato sono 558, infine ci sono 141 esuberi del personale impiegato all’estero. Agli esuberi del personale di terra si aggiungerebbero poi quelli del personale navigante, circa 400, ai quali scadrà il contratto di solidarietà alla fine del 2017. Per il personale navigante, il piano prevede inoltre tagli alle retribuzioni per il 28% per piloti di medio raggio, 22% per piloti di lungo raggio e 32% per gli assistenti di volo.

“Le misure relative al personale sono dolorose, ma necessarie, insieme alla riduzione di altri costi operativi, per stabilizzare la situazione finanziaria della Compagnia e a garantirne la sostenibilità di lungo termine”, ha spiegato l’amministratore delegato di Alitalia. “Questi cambiamenti sono essenziali se vogliamo competere in modo efficiente in un mercato del trasporto aereo europeo che è caratterizzato da una spietata concorrenza – ha proseguito il dirigente – insieme ai sindacati e con il sostegno del governo italiano, lavoreremo, come è giusto e doveroso che sia, per cercare il modo per ridurre il più possibile l’impatto sociale del piano sul personale coinvolto”.

I sindacati hanno sonoramente bocciano il nuovo piano industriale della compagnia di volo italiana, annunciando uno sciopero il 5 aprile prossimo, di 24 ore.

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