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Le imprese giovanili in Toscana continuano a diminuire

Andrea Sereni, presidente di Unioncamere Toscana

Firenze. In Italia le imprese guidate da giovani (imprenditori con meno di 35 anni) sono più di 600.000 e, di queste, il 6,2% si trova in Toscana dove, al 31 dicembre 2016, se ne contano 37.549 (su un totale di 414.900). Negli ultimi anni la componente giovanile dell’imprenditoria ha tuttavia perso sempre più spazio nell’intero panorama nazionale, ed anche in regione la percentuale di imprenditori giovani è scesa dal 10,7% del 2011 al 9,1% del 2016. A diminuire sono soprattutto le iscrizioni di nuove imprese a conduzione giovanile, scese in Toscana dalle oltre 9.000 del 2011 alle 6.932 del 2016 e, dunque, in flessione del 25% nel corso dell’ultimo quinquennio.

Un quarto delle attività produttive guidate da giovani ha sede nell’area fiorentina, che ne conta 9.400, ma è Prato ad esprimere l’incidenza più elevata di imprese giovanili (3.800 aziende, l’11,3% delle imprese complessivamente registrate in provincia), a seguire Pistoia (3.130) e Pisa (4.150), dove il 9,5% del sistema-impresa è guidato da persone con meno di 35 anni.

Se, tuttavia, alle imprese giovanili togliamo la componente straniera, considerando quindi solo le giovanili italiane, la graduatoria cambia radicalmente: in cima alla classifica provinciale salgono infatti Massa Carrara (6,9%) e Siena, mentre chiudono la graduatoria Firenze e Prato, con quest’ultima che passa in ultima posizione in conseguenza di un’incidenza di imprese giovanili più che dimezzata (5,1%). Anche la media regionale delle aziende giovanili guidate da italiani scende inoltre in maniera sensibile, attestandosi al 6,2%.

E’ questo il ritratto dell’imprenditoria giovanile toscana nel 2016 che emerge dall’ultimo report di Unioncamere Toscana, realizzato sulla base delle informazioni disponibili nel Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

“In Toscana i giovani che scelgono la via dell’impresa per costruire il proprio futuro – commenta il Presidente di Unioncamere Toscana, Andrea Sereni – sono in progressivo calo negli ultimi anni. Si tratta di un calo che ci deve far riflettere, nella misura in cui rispecchia le difficoltà che le nuove generazioni devono affrontare per far valere la bontà delle proprie idee, nel tentativo di colmare un gap che capacità e determinazione non riescono da sole a colmare. Che ci voglia un fisico bestiale per fare impresa è cosa nota, ed è per questo che, oggi più che mai, le istituzioni devono cercare di agevolare al massimo l’accesso dei giovani all’attività di impresa così come, più in generale, al mercato del lavoro, dando ulteriore slancio ai servizi per l’impiego e per l’auto-occupazione. Le Camere di Commercio, in questo, possono svolgere un ruolo importante anche alla luce delle funzioni di cui sono titolari in materia di alternanza scuola-lavoro, di servizi per l’occupabilità giovanile e per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, fra cui restano centrali interventi che favoriscano forme di accesso facilitato al microcredito, anche attraverso l’utilizzo di fonti alternative di finanziamento come, ad esempio, il crowdfunding”.

La Toscana è la 12° regione per quota di imprese giovanili

In Italia un’impresa su dieci è guidata da giovani con meno di 35 anni, la Toscana risulta all’12° posto in termini di quota di imprese giovanili (9,1%), collocandosi comunque al di sopra delle restanti regioni del Centro (ad eccezione del Lazio) e del Nord Italia (ad eccezione del Piemonte).

Se si osserva la percentuale di imprese giovanili sulla popolazione di persone in età 18-35 anni residenti nelle diverse regioni, la graduatoria cambia tuttavia notevolmente, e la Toscana sale in 4° posizione con un indicatore di 57 aziende giovanili ogni 1000 giovani residenti. In questo caso la Toscana (preceduta di poco solo da Molise, Calabria e Campania) supera la media nazionale, che si ferma a 52 aziende giovanili ogni mille giovani abitanti.

Che tipo di aziende sono?

La stragrande maggioranza delle imprese giovanili con sede in Toscana è costituita da ditte individuali (74%, 28.000), forme giuridiche cui si associano normalmente imprese di dimensioni più piccole (fra le non giovanili questa incidenza non supera il 50% del totale).

Il 16% delle aziende giovanili è invece costituito sotto forma di Società di capitali (quasi 6.000), la tipologia più strutturata e solida di impresa, che negli ultimi anni sta prendendo sempre più quota anche fra gli imprenditori over 35 (il 26% delle aziende toscane non giovanili sono Società di capitali).

Sono inoltre 11.329 le aziende artigiane guidate da under 35, per una incidenza del 30% che è superiore alla media registrata per il complesso dell’imprenditoria toscana (26%). Riguardo al genere, il 30% delle aziende giovanili della Toscana sono poi aziende femminili (11.340), con una presenza che risulta di nuovo superiore al dato medio regionale (23%).

Ancora più accentuata è infine la presenza di imprese giovanili guidate da stranieri: in Toscana un’azienda giovanile su tre è straniera (sono 11.805 le aziende guidate da giovani nati oltreconfine), incidenza nettamente superiore a quella che si riscontra considerando l’imprenditoria toscana nel suo insieme (13%).

Commercio-turismo e costruzioni i settori a maggior presenza di imprenditoria giovanile

In Toscana il 63% delle imprese giovanili opera in comparti del terziario; in quest’ultimo ambito predomina il settore commerciale, con oltre 10.000 esercizi a conduzione giovanile aperti al pubblico che assorbono il 28% delle aziende under 35. Le imprese giovanili del turismo (alberghi e ristoranti) sono invece l’11% (3.800 unità), ed oltre 8.000 sono quelle che operano nei servizi alle imprese (noleggio, pulizie) e alla persona (estetiste, parrucchieri).

Una fetta importante di giovani imprenditori si cimenta poi nel campo delle costruzioni (oltre 6.000, il 18%) e altri 3.800 nelle attività manifatturiere, soprattutto del sistema moda, che conta quasi 2.000 imprese a conduzione giovanile. In tale ambito spicca soprattutto il comparto dell’abbigliamento (1.071 aziende giovanili), con imprese concentrate soprattutto a Prato grazie soprattutto ad aziende capitanate, per la stragrande maggioranza, da stranieri (813 unità). Di un certo rilievo è infine anche il settore dell’agricoltura, che in Toscana raccoglie 41.000 aziende di cui l’8% (3.000) sono guidate da giovani.

Nel 2016 è l’agricoltura il settore maggiormente attrattivo

Nel corso del 2016, gli under 35 hanno aperto in Toscana 7.000 nuove imprese, il 28% del totale delle iscrizioni. L’analisi per settori mostra come i giovani imprenditori abbiano scelto, nell’ultimo anno, soprattutto il commercio (1.439 iscrizioni), i servizi alle imprese e alla persona (1.218) e le costruzioni (726). Le attività produttive manifatturiere avviate a opera di under 35 sono state 576 e 389 le nuove imprese turistiche (alberghi e ristoranti). Le aperture di aziende agricole da parte di giovani sono state 526, un terzo di tutte le iscrizioni del settore.

È proprio l’agricoltura, oltre che il turismo ed il commercio, a caratterizzarsi nel 2016 come le attività con maggior appeal per i giovani imprenditori, dal momento che circa una nuova iscrizione su tre è ad opera di under-35. Nelle ultime posizioni si colloca invece l’industria (23%), che risulta meno attrattiva per quei giovani che tentano l’avventura imprenditoriale.

L’agricoltura è inoltre l’unico settore che, negli ultimi tre anni, ha fatto registrare un aumento in termini di quota di imprese giovanili (passando dal 6,1% del 2014 al 7,4% nel 2016). Tale incremento è legato anche agli effetti esercitati dal Bando “Pacchetto Giovani” della Regione Toscana, varato a metà del 2015 con lo scopo di favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo, sostenendo l’avviamento di imprese condotte da giovani agricoltori (in questo caso, under 40), mediante la concessione di contributi a fondo perduto per iniziare l’attività e per realizzare investimenti.

Per quanto riguarda commercio e turismo, il peso delle aziende giovanili è invece rimasto stabile nel triennio, così come in generale per tutte le attività dei servizi. I settori che hanno perso progressivamente attrattiva per i nuovi giovani imprenditori sono invece le attività industriali (dal 7,4% al 6,7%) e soprattutto le costruzioni, che hanno visto il proprio peso scendere dal 12,6% al 10,3%.

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