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Migranti: aumentano i casi di grave disagio tra i bambini

Ankara. A un anno dalla firma dell’accordo tra Unione Europea e Turchia Save the Children denuncia l’aumento allarmante dei casi di autolesionismo e tentativo di suicidio, aggressività, ansia e depressione tra i bambini migranti e rifugiati a causa del degrado progressivo delle condizioni sulle isole greche, dove sono trattenuti circa 13.200 richiedenti asilo in condizioni disumane.

Con il rapporto “Tra autolesionismo e depressione – L’impatto devastante dell’accordo UE-Turchia sui bambini migranti e rifugiati”, l’organizzazione internazionale, dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, descrive le atroci condizioni in cui l’Europa ha costretto migliaia di famiglie e più di 5.000 bambini, rinchiusi in strutture diventate di fatto veri e propri centri di detenzione a seguito dell’applicazione dell’accordo Ue-Turchia nel marzo 2016. E’ inaccettabile che nonostante conseguenze di così grave entità sulla vita dei bambini, questo accordo venga indicato dall’Europa come un modello da seguire per la cooperazione con altri paesi di transito quali la Libia o l’Egitto.

Il nuovo rapporto diffuso oggi, sottolinea la gravità delle evidenti conseguenze sulla salute mentale e il benessere generale dei bambini. Incidenti e atti di autolesionismo che coinvolgono bambini anche di 9 anni si stanno moltiplicando, e le madri scoprono spesso le ferite sulle loro mani quando li aiutano a lavarsi. Alcuni bambini, anche di 12 anni, hanno tentato il suicidio generando anche un meccanismo di emulazione tra i loro coetanei.

C’è stata un’impennata nell’abuso di droghe e alcol nel tentativo di sfuggire ad una realtà insostenibile, una vulnerabilità di cui spesso approfittano gli sfruttatori. I bambini, a cui è stata negata ogni forma di educazione, sono stati coinvolti in proteste violente, hanno visto morire persone nei campi o perso tutto ciò che avevano negli incendi, sono stati costretti a passare l’inverno sotto tende inadeguate o a dormire all’aperto.

Alcune famiglie sono spaventate al punto da trattenere i bambini tutto il giorno nelle tende perché hanno paura che possano subire violenze o abusi, e loro sono sempre più terrorizzati per la mancanza di sicurezza nei campi dove sono rinchiusi tra il filo spinato. I minori soli sono spesso oggetto di attacchi e scontri nei quali la polizia interviene raramente, mentre usa in alcuni caso un livello di violenza ingiustificato nei confronti dei migranti e rifugiati, compresi i bambini. Gli operatori di Save the Children hanno raccolto testimonianze di minori soli che vivono in allarme continuo e fanno i turni per dormire cercando di proteggersi a vicenda, e molti sono scomparsi lasciando le isole grazie ai trafficanti o intraprendendo fughe solitarie.

L’organizzazione chiede all’Unione Europea e al Governo greco di intraprendere azioni immediate per porre fine alla detenzione illegale e ingiustificata dei migranti e rifugiati; di decongestionare le isole trasferendo bambini e famiglie in contesti sicuri; di creare strutture di accoglienza adatte per I 2.100 minori non accompagnati particolarmente vulnerabili, e trasferire i bambini con problemi di salute mentale in strutture dove possano ricevere cure e assistenza specifiche. Save the Children chiede agli Stati membri dell’Unione Europea di rispettare i loro impegni per il ricollocamento dei richiedenti asilo dai paesi di ingresso come la Grecia e l’Italia, con un appello ad abbandonare il criterio di nazionalità e facilitare i ricongiungimenti familiari.

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