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La ceramica del Museo di storia naturale di Calci: mistero svelato

Pisa. Nel corso dell’allestimento della Camera delle Meraviglie un nostro operatore, Massimo del Grande, aveva ritrovato tra le donazioni una zuppiera opera di un ceramista pisano finora completamente ignoto, “A Brancolini & C.”. Dopo approfondite ricerche è stato Giuseppe Favilli, appassionato di ceramica pisana, a svelare il mistero dell’identità della fabbrica, che ha più volte cambiato nome nel corso di una storia breve ma travagliata. Nata come “Renzoni & C.” nel 1884, viene chiusa dopo nemmeno due anni a causa della morte di uno dei fondatori e l’abbandono degli altri due.

Anche la rinascita, nel 1886, ebbe vita breve; la fabbrica venne rilevata da Giovanni Gucci con il nome di “Gucci & Co.”, ma già dopo pochi mesi fu ceduta al famigerato Brancolini, assumendo la ragione sociale di “A. Brancolini & Co.”. La ditta resistette fino al 1892, anno in cui gli stabili dove aveva sede, in affitto dagli eredi di Renzoni, furono venduti per debiti. Questa sfortunata azienda ebbe comunque la possibilità, nel corso dei suoi effimeri trascorsi, di produrre autentici capolavori come quello del quale si è trovato traccia al museo e al quale, si spera, presto si aggiungeranno altri esemplari, per l’interesse di studiosi e appassionati.

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