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La Fiorentina la spunta in casa contro il Cagliari

Firenze. “E si mangia icché c’è”, si diceva (ma credo si dica ancora) nelle case dove non si era abituati a fare debiti e si metteva in tavola il pane ed il companatico che ci si poteva permettere. E così succede in casa viola: oltretutto penalizzati dalle idee di un allenatore che continua imperterrito ad andare per la sua strada, tanto ormai. Certamente: ormai si son persi tutti i treni e, principalmente, non c’è da farsi tante illusioni per il futuro. Andiamo per segno. Abbiamo potuto sottrarre all’ultimo tuffo il punto del pareggio che il Cagliari si sarebbe meritato a Firenze (1-0): fa una rabbia perdere all’ultimo secondo, domandatelo un po’ ai milanisti dopo aver perso a Torino contro la Juventus per un rigore fuori tempo massimo. La stessa fortuna, ma nessuno ci regala mai nulla, l’abbiamo avuta noi portando i tre punti in classifica.

Una classifica che ci porterà, a fine campionato, ad occupare dalla ottava alla decima posizione, cioè mettendoci in grado, l’anno prossimo, di non stare lì a disputare campionati europei che spremono le nostre poche risorse senza portare a niente di concreto. Quindi l’anno prossimo rimarremo concentrati sul campionato nazionale con lo scopo di barcamenarsi in un settore di classifica che permetta di concretizzare una squadra di giovani senza correre pericoli di trovarsi in acque agitate. Cioè, in parole povere: la ”Fiorentina – società” continuerà ad prestare attenzione sopratutto al bilancio economico fino a quando non ci ritroveremo a Novoli con il nuovo Stadio presentato in pompa magna su tutti i giornali sportivi.

Per realizzare questo nuovo stadio occorreranno, se tutto andrà bene burocraticamente parlando, almeno quattro anni. Dopodiché i Della Valle saranno sicuri di poter contare su introiti che al momento non si possono sognare. Ma ci vorranno quattro anni: ora sono convinto che da domani fino a tutto agosto ci si dovrà divertire a leggere quante fantasie passeranno in testa a certi cronisti parlandoci di acquisti fantasiosi e di grande spessore. Niente di tutto questo: noi dovremmo affidarci ad un allenatore ambizioso e giovane, per esempio quel Leonardo Semplici che sta disputando un bel campionato di serie B con la Spal. Semplici ha il vantaggio enorme non solo di essere fiorentino, ma di conoscere molto a fondo l’ambiente viola. Lui potrebbe essere l’allenatore che riesce a fare gruppo intorno a sé con una squadra di giovani intenzionati a farsi conoscere come tanti ne abbiamo visti nel campionato italiano in questa annata.

La Fiorentina si dovrà sopratutto affidare alle vendite di sette o otto giocatori per rinfoltire la squadra di giovani da affiancare a Bernardeschi, a Chiesa, a Tello, ad Astori, a Sanchez e a Babacar. Tutto il resto è pura noia. Partite come quella di ieri, senza senso, dove addirittura la dea bendata Fortuna ci è venuta incontro facendo sbattere contro il palo un tiraccio che avrebbe catapultato i rossoblu sull’1-0 e zitti. Tutti a casa. Ragazzi, da qui in avanti “si mangia icchè c’è” di soldi ce ne sono pochi, di idee ancora meno.

(di Alessandro Giusfredi)

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