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Dusseldorf: attacco a colpi di ascia

Berlino. E’ un 36enne, proviene dall’ex Jugoslavia ed attualmente risiede nella città di Wuppertal. Di lui non si conosce altro, neanche il nome, ma le autorità tedesche sanno per certezza che è stato quest’uomo a travolgere in mattinata, con la sua furia omicida, sette persone alla stazione di Dusseldorf.

La mano armata di ascia, la cattiveria nello sguardo, l’assurdità di un’azione che non ha alcun tipo di spiegazione, di ragione. Delle sette persone aggredite, quattro versano in condizioni gravi, per gli altri tanta paura e poco più. L’aggressore è stato arrestato dalla polizia tedesca, durante una fuga nella quale ha tentato il tutto e per tutto, gettandosi anche da un ponte nel tentativo di farla franca. Ferito anche lui, è stato preso in custodia. Soffre di problemi mentali, così dicono. Di sicuro, per arrivare a tanto, il confine tra sanità mentale o meno è molto labile.

Ma nelle immagini riprese dalle telecamere della stazione di Dusseldorf, si vedono alcune soggetti fuggire appena dopo le aggressioni. Per questo la polizia non esclude al momento la presenza di complici.

Lo scorso anno, in Baviera, si tenne un attacco simile a quello odierno, con un giovane afghano che ferì quattro passeggeri, all’interno di un treno, a colpi di ascia e coltello. Allora arrivò immediata la rivendicazione da parte dello Stato islamico. Che, per adesso, non c’è stata per l’attacco di Dusseldorf.

(di Alessandro Marinai)

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