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Prostituzione e sindaco di Firenze, una crociata da operetta comica

Firenze. Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha promesso che metterà le porte telematiche notturne al parco della Cascine di Firenze così da scoraggiare i puttanieri che spopolano in zona in quelle ore. Dice di non avercela con la prostituzione (che non è reato) ma con sfruttamento e favoreggiamento della stessa. Questo intervento gli sarebbe consentito dal decreto sicurezza varato dal governo alcune settimane fa.

Quindi, via prostitute e prostituti dalle Cascine. E allora? A parte lo scontato risvolto mediatico dell’iniziativa, forse il sindaco non sa che la vendita di sesso si sposterà da altra parte della città, andando a popolare e ripopolare tutti quei luoghi (numerosi) in cui c’è la fila per acquistare questi servizi. Ci risiamo, niente di nuovo: si chiama sindrome di Nimby (not in my back yard, non nel mio cortile), una sorta di abitudine di metter fuori del proprio “cortile” un problema, credendo così di risolvere lo stesso. Ipocrita e falso.

Perché i problemi della nostra società sono quasi tutti globali (prostituzione tra questi), cioè senza confini e con radici culturali sulle cui debolezze, come al solito, in ogni ambito, la malavita, organizzata e non, ci sguazza. E, opinione non solo nostra, si tratta di fenomeni che vanno solo legalizzati e normati, perché tutte le volte che si cacciano, ci ricascano addosso in modo più cruento e violento.

Noi crediamo che il sindaco fiorentino queste cose le sappia. E per questo ci restiamo male. Perché non troviamo altra risposta al fatto che lui prospetti volutamente queste non soluzioni solo per far concorrenza agli altrettanto finti pruriti di moralisti che, in materia, sono quasi ridotti al lumicino. Una sorta di crociata da operetta comica che, visto il contesto e le prospettive, facilmente scivola nel tragico. E ci restiamo male quando un sindaco ci porta nelle tragedie, partendo già da sconfitto. Suggerimenti. Magari un parco del sesso? Sempre alle Cascine?

(di Vincenzo Donvito, presidente di Aduc)

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Un commento

  1. Affermo che, anche con le nuove disposizioni legislative, le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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