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La Fiorentina pareggia con il Torino, finisce 2 a 2

Firenze. Non ci si può attaccare alle fantasie di un arbitro che non riesce a vedere dei rigori plateali; la Fiorentina si è dimostrata molto mediocre anche quando stavamo portando due gol di vantaggio perché il Torino stava convincendo gli spettatori del Franchi che ne potevamo fare un boccone con quattro o cinque gol all’attivo se gli altri attaccanti avessero avuto la caparbietà e la consistenza dell’unico uomo che si è distinto su tutti e 22 gli atleti in campo. Chiesa ha fatto il diavolo a quattro contro una squadretta quasi ridicola come dimostrava di essere il Torino del primo tempo.

Devo dire la verità: mi sono venute in mente le formazioni d’altri tempi quando i terzini di una squadra erano intoccabili, inamovibili. Allora ricordo Eliani e Furiassi; Magnini e Rosetta e tanti altri. Stasera ennesima sperimentazione del portoghese: Salcedo e Sanchez in ruoli invertiti. E meno male che avevamo davanti un Toro con le corna da vitellino di latte che, non solo non approfittava dei due terzini inventati di fresco, ma lasciava stradoni aperti alle incursioni degli “avanti” viola. Kalinic lo metteranno fra i promossi perché ha segnato un gol; io lo avrei levato dopo 20’ per averne falliti almeno tre. Ma se i cinesi lo vogliono e siamo sempre a tempo: facciamo un bel pacchetto e infiocchettiamolo per spedizione affrettata.

Non è bastato buttare via un risultato come abbiamo fatto nel primo tempo. Ecco la pensata di Sousa: togliere Saponara, che stava gestendo un centro campo in proiezione offensiva in maniera encomiabile, e mettere al suo posto un giocatore privo nella maniera più assoluta di personalità: Cristoforo. Chi sarà mai questo ragazzotto che si è messo a correre dietro alla palla senza riuscire a toccarla? Niente da dire sul risultato raggiunto dai granata anche se quell’arbitro dalle guance rubizze dalla vergogna almeno un rigore, dei tre che il Torino aveva fatto in area, ce lo poteva dare. Ma è giusto così: ci saremmo vergognati a vincere una partita contro una squadra che da ogni lato del campo aveva un Francesco Ferrucci che gridava: “Vile, tu uccidi un uomo morto”.

(di Alessandro Giusfredi)

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