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Seravezza Fotografia apre ai nuovi talenti Marrai e Viti

Lucca. Doppia inaugurazione questo fine settimana per Seravezza Fotografia. Dopo l’ottimo avvio delle mostre di Giorgia Fiorio a Palazzo Mediceo e Ken Gerhardt alle Scuderie Granducali la rassegna si apre al territorio con due giovani talenti della fotografia italiana contemporanea: Francesca Marrai e Stefano Viti, rispettivamente al Palazzo Civico di piazza Matteotti a Querceta con la mostra “Ogni io che sei” (inaugurazione sabato 18 febbraio ore 11) e alla Galleria La Seravezziana di Seravezza con “Untitled (Intro)” (inaugurazione domenica 19 febbraio ore 15:30). Due percorsi e due modi molto diversi di misurarsi con l’espressione fotografica; due prove d’artista ugualmente originali, intense, appassionate.

Stefano Viti, spezzino trasferitosi giovanissimo a Milano seguendo una bruciante passione per la fotografia, si distacca dagli studi tecnici e dalle esperienze coltivate nel mondo della moda dedicando il suo primo lavoro artistico alla relazione tra uomo e natura. Un progetto che lo ha impegnato a fondo negli ultimi tre anni e dal quale ha tratto le sei immagini, scattate in digitale e stampate su carta fine art in grande formato (70×100), che per la prima volta espone in pubblico alla Seravezziana. «Ho dato spazio al mio istinto e al mio viscerale amore per la natura, puntando ad analizzare la coscienza e la psicologia umana sotto l’aspetto sociologico», spiega. «Le complesse relazioni che ne scaturiscono generano un’alterazione dell’io e della natura stessa. L’uomo fa parte della natura, la influenza e ne viene infuenzato. Lo stesso accade fra gli individui».

“Untitled” punta in modo particolare a descrivere il disagio che molti oggi provano dinanzi all’eccessiva idealizzazione dell’apparire, dell’essere social. Un punto di rottura comunicativo fra la natura intima delle persone e la loro manifestazione pubblica. Stati d’animo sospesi, alla ricerca di un equilibrio, in cui gli elementi corporei – i capelli in modo particolare – esprimono vividamente sensazioni ed emozioni. «Sono ritratti astratti di singoli e coppie di cui interpreto l’inconscio», dice l’autore. «L’individuo soffocato e oppresso cerca di nascondersi, proteggersi».

Decisamente autobiografico il lavoro che la versiliese Francesca Marrai propone al Palazzo Civico di Querceta. Sedici autoscatti realizzati a partire dal 2011, presentati in formato 35×70, riuniti sotto il titolo “Ogni io che sei”. Sedici visioni di sé, ispirate da luoghi o oggetti che la attraggono, che le ricordano chi è o che forse glielo fanno scoprire pian piano. «A volte è bastato passare per caso davanti a un campo di girasoli secchi, vedere un cespuglio di ortensie colorate o una carta da parati di una casa abbandonata per avvertire un’immediata necessità di scattare, come se avessi perduto quelle scene e poi le avessi ritrovate e non volessi lasciarle più», spiega la giovane autrice, già protagonista di alcune apprezzate mostre in diverse città italiane. Ma la sua non è una fotografia d’istinto, d’impeto. È anzi un esercizio tecnico molto meditato, che pone un’attenzione quasi maniacale sui dettagli. La sensazione iniziale viene espressa fotograficamente attraverso la messa a punto di minuziosi set. «Gli oggetti sono strumenti di cui mi servo per costruire le scene e assumono un significato quasi magico. Candele, libri, scarpette da ballo, trascendono dal loro ruolo canonico e diventano vivi protagonisti. Anche i colori hanno un ruolo fondamentale nelle mie fotografie: comunicano e contribuiscono al linguaggio dell’immagine».

Da segnalare a margine che, sempre a partire da questo fine settimana, il bookshop di Palazzo Mediceo ospita le foto dei tre finalisti del Concorso fotografico digitale nazionale “Fulvio D’Iorio”, edizione 2016, organizzato dalla Pro Loco di Querceta con raccomandazione Fiaf. «Seravezza Fotografia per la prima volta approda a Querceta e Querceta a sua volta entra a Palazzo Mediceo», commenta l’assessore alla promozione e valorizzazione del territorio Giacomo Genovesi. «Un altro piccolo ma significativo tassello nel mosaico di attività che puntano a far interagire i territori e le molte iniziative artistiche e culturali che li caratterizzano. Una visione unitaria e di sinergia da sviluppare sempre più e sempre meglio».

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