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In Romania continuano le proteste contro il governo

Bucarest. I social-democratici erano stati eletti per la loro campagna contro la corruzione. La promessa era quella di una pulizia pressoché totale da una politica fatta di corrotti, tangenti e mazzette che per anni, se non decenni, hanno bloccato un paese intero. Una promessa stroncata da un inatteso quanto scioccante decreto salva-corrotti che proprio quel governo social-democratico ha deciso di introdurre.

Detto fatto, le persone, il popolo rumeno, non ha atteso un istante per far sentire il proprio sdegno di fronte ad una decisione quanto mai sbagliata. E dopo giorni di proteste, e il dietro front della maggioranza parlamentare, ancora 70mila persone sono lì, davanti al palazzo del Parlamento in attesa del No definitivo al decreto dello shock.

Queste proteste hanno già avuto un effetto concreto sull’esecutivo, ovvero quello delle dimissioni del ministro della Giustizia, avvenute giovedì scorso. Ma la gente vuole di più, vuole la cancellazione dell’orrore, vuole la giustizia, vuole che chi ruba e inganna sia punito. Niente salvacondotti, niente pene scontate. La richiesta è una ed una soltanto: che il Parlamento voti per la cancellazione del decreto salva-corrotti. E se così sarà, allora tornerà la normalità in una Bucarest bloccata e presa d’assalto da giorni.

“E’ un messaggio che mandiamo al governo: non possono fare quel che vogliono, devono abrogare il decreto che protegge i corrotti”, dice un manifestante. “Vorrei che la prossima settimana la gente fosse ancora in strada per continuare quel che hanno avviato, mandando avanti la protesta fino a quando non vedremo che il governo agisce per i cittadini e non contro di loro”, sostiene un altro.

Il decreto salva-corrotti che starebbe per essere ritirato, depenalizzava i reati di corruzione fino al condono per quelli al di sotto dei 44mila euro. Una misura della quale avrebbe colto un grandissimo beneficio il Segretario del partito social-democratico, Liviu Draganea, attualmente accusato per corruzione ed abuso d’ufficio.

(di Alessandro Marinai)

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Un commento

  1. Il motivo di questa grande protesta è stato inizialmente l’abrogazione di un decreto legge, discutibile, che avrebbe visto molti membri autorevoli del Governo scagionati del reato di corruzione. Un decreto legislativo firmato in un battibaleno a tarda notte. In un certo senso questo veloce sistema ci ha ricordato quello che si faceva nei tempi del comunismo, quando si andava a letto incensurati, per poi scoprirsi la mattina colpevoli di qualche reato sul quale avevano legiferato solo poche ore prima. E la notizia veniva data direttamente dalla Securitate che veniva a prelevare i malcapitati alle prime luci dell’alba.

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