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Una fedele amica chiamata Gita

Boston. A Pontedera, provincia di Pisa, sono abituati ad innovare e a sorprendere. La capostipite di tutta una storia fu la Vespa; poi venne l’Ape. Adesso, nell’era del 2.0 ed oltre, tocca a Gita. Rivoluzioni su ruote, prima a due, poi a tre e quattro, ora di nuovo a due. Questa volta, però, più che mettere in marcia un Paese, alla Piaggio hanno pensato a qualcosa che rendesse la vita di tutti i giorni un po’ più leggera. In tutti i sensi.

Gita non è altro che un baule, una sorta di valigia con due enormi ruote capace di inseguire una persona sgravandola dall’onere di portarsi il peso, ad esempio, della spesa. La sua portata massima è di 20 kg, la velocità che può raggiungere di 35 km/h. La prima valigia al mondo a guida autonoma che ha nella sua mission quella di risolvere non pochi problemi nel caotico mondo urbano, almeno per quanto riguarda i brevi tragitti.

A piedi o in bicicletta, Gita sarà la vostra amica fedele; che vi seguirà ovunque vogliate, che farà per voi il lavoro “sporco”, che non vi tradirà mai. Basata sul principio degli scooter self balancing, le sue due ruote di grande diametro sono poste ai lati, mentre la batteria, che si trova sul fondo, aiuta a stabilizzare il mezzo. Ma come fa Gita a seguirvi? Grazie a delle telecamere che fungono da veri e propri occhi, che confrontano la propria visuale con quella del padrone, o meglio della sua cintura; un accessorio un po’ pacchiano ma indispensabile, che serve al robot per rimanervi agganciato.

Gita è stata sviluppata dalla Piaggio Fast Forward, con sede a Boston, Stati Uniti. I cervelli che hanno partecipato allo sviluppo del progetto sono internazionali, ma è indubbio che il dna dell’idea vera e propria sia da ricercare in quella porzione di terra toscana dalla quale, oltre 70 anni fa, la visione rivoluzionaria di quel mezzo a due ruote chiamato Vespa prese vita.

Addossare sulle spalle – o all’interno – di Gita il fardello di una rivoluzione, magari anche culturale, forse è esagerato. Non fosse solo per il fatto che ancora ci troviamo di fronte ad un prototipo. Che fra qualche mese, però, vedrà partire una sperimentazione in ambito business. Poi si vedrà; l’auspicio, negli uffici della Pff, è certamente quello di un’evoluzione in chiave consumer. In quel caso, potremo anche (ri)parlare di rivoluzione vera e propria.

(di Alessandro Marinai)

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