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Polonia, il nuovo eden delle start-up

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Cracovia. Ogni anno oltre 50mila dei 180mila laureati provenienti dalle 31 università della regione si impiantano a Cracovia, nella regione della Piccola Polonia, usufruendo delle strategie dell’amministrazione locale in fatto di sviluppo delle start-up. Ed è così che in tutto il territorio regionale – con maggior concentramento nella città capoluogo – ci sono al momento 270 enti di ricerca attivi, che vanno a sommarsi alle 49 start-up nate e cresciute durante gli ultimi anni.

Una di queste è Kontakt.io, che nel 2013 si è inventata la tracker card per non vedenti; oggi, invece, il suo cavallo di battaglia si chiama “card beacon”, una scheda in grado di rintracciare persone e prodotti. Tanto innovativa quanto geniale che è già in uso in un centinaio di paesi.

“Noi della regione cerchiamo di sostenerli in ogni fase, creando infrastrutture tecniche adeguate. Al termine degli studi, li dotiamo di un voucher per l’innovazione”, racconta Stanislaw Sorys, rappresentante dell’amministrazione locale. Una strategia che segue fin dai primi passi le giovani generazioni, dagli anni dello studio fino a quelli del lavoro. Con l’innovazione tecnologica in primo piano.

Uno schema che funziona talmente bene che il mondo delle start-up polacche è in piena espansione: informatica, multimedia e video giochi la fanno da padrona. Con un ambiente imprenditoriale talmente ricco di creatività ed innovazione da far invidia a Paesi ben più blasonati della Polonia.

(di Alessandro Marinai)

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