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Bene il mercato del social lending in Toscana

luciano-manzo1Firenze. Con 1,5 milioni di somme prese in prestito la Toscana è una delle regioni italiane dov’è più sviluppato il mercato dei prestiti tra privati (social lending). E’ quanto emerge da un’analisi di Smartika, principale operatore del social lending in Italia, secondo cui nel nostro Paese i prestiti tra privati rappresentano sempre più un’alternativa interessante per chi vuole richiedere denaro a tassi di mercato più convenienti e fuori dal contesto bancario e finanziario.

I richiedenti prestiti (borrower) che si rivolgono a Smartika sono soprattutto in provincia di Firenze (87 in totale) e domandano più di 477.000 euro. Il trend è sviluppato anche a Pisa dove le richieste di denaro superano i 180 mila euro (2° posto regionale) da parte di 33 borrower. I richiedenti prestiti scendono a 25 in provincia di Pistoia, per più di 153.000 euro di somme domandate (3° posto regionale) mentre a Lucca le richieste di denaro sfiorano i 140.000 euro (4° posto) da parte di 35 borrower. Si domandano prestiti per quasi 133.000 euro a Livorno (5° posto nella regione) da parte di 24 borrower, quasi 104.000 euro ad Arezzo (6° posto) da 24 borrower e quasi 100.000 a Prato (7° posto) da 23 borrower. I richiedenti prestiti sono 19 in provincia di Siena e domandano oltre 90.000 euro (8° posto), quelli di Grosseto 15 per più di 67.000 euro (9° posto) e quelli di Massa Carrara 13 per quasi 60.000 euro (10° posto).

“Il mercato del social lending italiano – afferma Luciano Manzo, amministratore delegato di Smartika – sebbene in espansione, rappresenta, con i suoi 26 milioni di euro, una quota modesta in Europa, dove i prestiti ammontano a 8,4 miliardi di euro con il Regno Unito che rappresenta oltre l’80%. Il social lending è un canale alternativo di credito che consente il prestito diretto tra privati, facendo a meno di banche e società finanziarie. Il processo si basa sulla creazione di una comunità nella quale i richiedenti (coloro che richiedono un prestito) e i prestatori (coloro che investono il proprio denaro prestandolo ad altri) possono interagire direttamente tra loro, senza ricorrere a intermediari, ottenendo condizioni migliori per entrambi (tassi più bassi per chi ottiene il prestito e interessi più alti per chi presta denaro). All’interno della comunità si crea in questo modo un mercato nel quale i tassi correnti sono determinati solo e soltanto dall’incontro diretto tra domanda e offerta”.

Secondo l’analisi di Smartika, che nel nostro Paese si ritaglia una quota di mercato dell’80%, le regioni dove il social lending è più sviluppato sono, oltre alla Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto. Chi prende in prestito denaro può spuntare tassi d’interesse mediamente più bassi di due punti percentuali rispetto alle proposte di banche e società finanziarie. In Toscana le richieste di prestiti provengono soprattutto da uomini (80,3% dei casi) e sono destinate a consolidare debiti (16,7% delle volte) e alla ristrutturazione della casa (10,7%). Nell’8,4% dei casi si richiedono prestiti per l’acquisto dell’auto e, in misura minore, per coprire le spese mediche (7%), comprare mobili e riparazioni varie (5,7% ciascuno), pagare le tasse (4,7%) e acquistare motociclette (4,4%).

Coloro che prestano denaro attraverso il social lending (lender) in Toscana sono per lo più uomini (91,4% dei casi in linea con la media nazionale del 91%). Più di un terzo del denaro prestato nella regione (quasi 1,25 milioni di euro) si concentra in provincia di Firenze: 420.000 euro prestati da 139 lender. Si prestano somme minori a Pisa (2° posto con 172.000 euro da 60 lender), Livorno (3° posto con oltre 150.000 euro da 39 lender), Lucca (4° con 123.000 euro da 41 lender) e Prato (5° con 98.000 euro da 25 lender). Seguono Siena con 95.000 euro (6° posto) prestati da 34 lender, Arezzo con 82.000 euro (7°) da 31 lender, Pistoia con più di 45.000 euro (8°) da 28 lender e Grosseto con quasi 45.000 euro (9°) da 16 lender. Ultima in classifica la provincia di Massa Carrara, dove 11 lender prestano poco più di 17.000 euro.

“Per attivare un’offerta sulla nostra piattaforma – conclude Luciano Manzo – ciascun prestatore deve indicare una serie di fattori, tra cui importo del prestito, durata, tasso desiderato e tipologia di richiedenti a cui intende prestare. Ogni offerta viene suddivisa in parti uguali che vengono destinate ad altrettanti richiedenti prestito e in questo modo riusciamo a diversificare il rischio. Dopo aver controllato il profilo di credito di chi richiede denaro lo assegniamo a una delle classi di merito creditizio e successivamente la nostra piattaforma va a comporre il prestito con le offerte presenti. A quel punto spetta al richiedente valutare se accettare la proposta. Per tutelare il prestatore, soprattutto in caso di ritardi nel rimborso delle rate, abbiamo creato nel 2015 uno strumento ad-hoc, il fondo di garanzia “Smartika Lender Protection”, che interviene dopo un periodo di 12 mesi di ritardo.

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