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Il Pil italiano crescerà dell’1% nel 2017

Firenze. Il Prodotto interno lordo italiano, nel 2017, crescerà dell’1%. L’indebitamento netto, invece, sarà pari al 2%. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha confermato le previsioni per il prossimo anno. Le misure della manovra porteranno a un aumento del Pil dello 0,4% che aggiunto allo 0,6% di crescita nel quadro tendenziale arriva all’incremento dell’1% stimato. Lo scarto tra le stime contenute nella nota di aggiornamento al Def e quelle dell’Ufficio parlamentare di Bilancio è contenuto e non significativo, anche in termini statistici alla luce di diverse considerazioni.

L’Ufficio parlamentare sostiene che la previsione programmatica del governo è fuori linea rispetto alle stime del panel dei previsori, essendo superiore di 0,3 punti percentuali rispetto al valore mediano di tali previsioni. “Essendo la stima tendenziale del governo di 0,1 punti più elevata di quella del panel Upb – ha spiegato il ministro – la differenza in termini di scarto fra scenario programmatico e tendenziale fra governo e panel Upb è in realtà di 0,2 punti percentuali”. La differenza, quindi, è due decimi di punto percentuale. Si tratta di meno della metà delle revisioni del pil reale del 2014 pubblicata dall’Istat il 23 settembre.

“La stima dei tassi di crescita è basata sull’ipotesi di un indebitamento netto pari al 2% del Pil nel 2017, all’1,2% nel 2018 e allo 0.2 per cento nel 2019. I tassi di crescita del Pil reale sono del 1% nel 2017, 1,3% nel 2018 e 1,2% nel 2019. La composizione della manovra e quindi alcuni suoi effetti sono ancora passibili di variazione in quanto il ddl di Bilancio deve essere ancora discusso e approvato dal Consiglio dei ministri”, ha sottolineato ancora Padoan. In merito alle singole misure di stimolo alla crescita Padoan ha fatto riferimento alla rimozione dell’aumento dell’Iva previsto dal gennaio del 2017 che comporta un aumento dello 0,3%. Infine il “pacchetto competitività che avrà un effetto positivo dello 0,1%, misure che puntano a stimolare investimenti privati, con super ammortamenti rispetto agli investimenti effettuati nel 2017 a patto che relativi beni siano consegnati entro giugno 2018”, un “iper ammortamento per gli investimenti in Industria, investimenti in ricerca e sviluppo”.

Saranno apportati altri tagli alla spesa pubblica per garantire coperture per circa 2,6 miliardi di euro. Sforbiciata dalla quale il governo si attende un impatto negativo sulla crescita dello 0,2%: “Si prevedono un’ulteriore spending review e una revisione al ribasso di alcune voci di spesa e di fondi di dotazione”, ha precisato ancora il ministro. Più soldi per le pensioni e per le politiche sociali nella prossima legge di Bilancio. Ammonteranno a circa 3 miliardi le risorse dedicate ai contratti pubblici, le pensioni minime e il capitale umano. Risorse i cui effetti ricadranno a cascata sul Pil per uno 0,18%.

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