Home / Rubriche / Uno sguardo sul volontariato / Uno sguardo sul volontariato: diario di un soccorritore

Uno sguardo sul volontariato: diario di un soccorritore

Firenze. Era una calda domenica pomeriggio di agosto, la città era svuotata, tutti i miei concittadini avevano deciso di abbandonare la calura estiva tra i palazzi per andare in vacanza, o per una gita fuori porta. Facemmo un rapido controllo all’ambulanza, ogni presidio era al suo posto, siamo operativi. Azionammo l’aria condizionata per combattere il caldo e accendemmo la televisione; l’afa ci aveva spento. Non facemmo in tempo a metterci a sedere sul divano che la campana del 118 iniziò a strillare: K2 Rosso, paziente con difficoltà respiratoria, massima urgenza. In pochi minuti raggiungemmo Settignano, luogo dell’evento, distante qualche chilometro dalla nostra sede, ma l’inesistente traffico ci facilitò il compito.

Affacciata alla finestra di una casa una donna iniziò ad urlare: “vi prego fate presto, mia madre sta soffocando! Vi prego venite!”. Rapidamente prendemmo tutti i presidi necessari e ci fiondammo in casa. Ci trovammo nella sala da pranzo, piena di ospiti, il tavolo imbandito a festa con molti piatti e pietanze ancora da finire. In un angolo della stanza una donna anziana era sdraiata a terra, le mani alla gola, il viso completamente cianotico, era di un intenso color azzurro: la donna aveva una evidente ostruzione delle vie aeree. Cercava di respirare, aveva fame d’aria. Si dimenava, scuotendosi prima a destra e poi a sinistra, era in condizioni critiche. Era la prima volta che trattavo un caso del genere, dopo le innumerevoli simulazioni al manichino e le molte lezioni teoriche sulla disostruzione da corpo estraneo. Adesso dovevo intervenire. Ero agitato ma sapevo cosa fare. Il cuore mi batteva all’impazzata, avevo il cuore in gola. Mi precipitai sulla donna, le aprì la bocca. Non riuscivo a vedere niente, l’ostruzione doveva essere profonda, la donna rantolava. La presi di peso e la misi in piedi, iniziai la manovra di disostruzione: 5 pacche interscapolari e manovra di Heimlich.

118

Diversamente a quanto si pensi, la manovra non è immediata come si vede nei film, dopo poche manovre il paziente non sputa l’oggetto come se fosse una cannone, ma la manovra è comunque efficace. La donna era pesante, non si reggeva con le proprie gambe, riuscivo a reggerla a malapena. Dopo pochi minuti le braccia iniziarono a cedermi, un mio compagno di squadra prese il mio posto. I minuti passavano e l’automedica non si vedeva. Visionai nuovamente le vie aeree, l’oggetto che causava l’ostruzione sembrava essere affiorato ma ancora era troppo in profondità per essere tolto. Continuammo con la manovra. Iniziai a sentire in lontananza delle sirene, il medico stava arrivando; tirai un respiro di sollievo.

La dottoressa e l’infermiere entrarono in casa, capirono al volo la situazione, ci dissero di continuare. Visionarono anche loro le vie aeree, l’oggetto stava affiorando in superficie; con delle pinze Magil poteva essere rimosso. Mettemmo la paziente a terra, l’infermiere prese la lama per l’intubazione oro-tracheale, le aprì la bocca e con le pinze riuscì a togliere l’oggetto che causava l’ostruzione: un grosso pezzo di carne, proprio come quella che era presente nei piatti della tavola. La donna iniziò a riacquistare colore, il respiro tornava nella norma. La signora era salva. Riniziai a respirare anche io, ero come in apnea, mi ero preso un bello spavento. Misurammo i parametri vitali che si presentarono nella norma. La dottoressa auscoltò il torace della donna, tutto sembrava in regola, l’ostruzione non aveva lasciato sequele. Un ottimo lavoro di squadra che aveva salvato la vita di una persona; fui fiero di me stesso, era una sensazione magnifica. Per precauzione portammo comunque la signora in ospedale per ulteriori e approfonditi controlli.

(di Niccolò il soccorritore volontario)

Leggi anche

F1, il dopo Gp Stati Uniti

Austin. Nel giorno del quarto titolo costruttori di filato per la Mercedes, vera dominatrice dell’era …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *