Home / Notizie / Cronaca / Egitto: ancora nessuna certezza sulla morte di Giulio Regeni

Egitto: ancora nessuna certezza sulla morte di Giulio Regeni

Firenze. Le autorità egiziane hanno fornito versioni molto discordanti sulle cause della tragica morte dello studente friulano Giulio Regeni, trovato senza vita nella vasta periferia del Cairo, in un fosso. Secondo quanto riportato dal quotidiano Al Watan (La Patria), sul corpo senza vita del giovane italiano ci sarebbero chiari “segni di tortura”: bruciature di sigaretta, abrasioni e tagli.

Il procuratore egiziano di Giza, Hosam Nassar, ha parlato di una “morte lenta” della vittima, citando segni di percosse ed escoriazioni. Sempre secondo Nagi, il corpo dello studente italiano sarebbe stato rinvenuto “nudo nella metà inferiore”. Questa versione dei fatti, però, è stata seccamente smentita sia dal ministero dell’Interno egiziano che dalla polizia, che hanno negato la presenza di segni di tortura e violenza, attribuendo la morte del giovane ad un incidente stradale.

“La questione è delicata e nessuno dovrebbe fare simili osservazioni. L’assenza di segni di tortura è stata confermata dai funzionari dell’obitorio di Zeinhom, dove si trova il corpo del ragazzo”, ha spiegato Ashraf Al Anany, direttore dell’ufficio stampa del ministero dell’Interno egiziano.

Il reportage del Manifesto

Il quotidiano “Il Manifesto” ha pubblicato in prima pagina il reportage “In Egitto, la seconda vita dei sindacati indipendenti” di Giulio Regeni, nonostante la diffida della famiglia del giovane. L’articolo, spiega il giornale comunista, è stato inviato da Regeni “e sollecitato via e-mail a metà gennaio”.

“Ci aveva chiesto – si legge – di pubblicarlo con uno pseudonimo così come accaduto altre volte in passato. Ci abbiamo pensato e abbiamo deciso di offrirlo oggi ai nostri lettori come testimonianza, con il vero nome del suo autore, adesso che quella cautela è stata tragicamente superata dai fatti”. In un editoriale si sottolinea che il giovane “temeva per la sua incolumità. Questa è la verità che per noi emerge e che vogliamo proporre e testimoniare sulla morte violenta al Cairo di Giulio Regeni”.

“Non siamo abituati alle speculazioni sulla vita altrui o ai retroscena complottardi, tantomeno ad abusare stile asso nella manica delle persone – scrive il quotidiano – Regeni non era né un violento né un nemico dell’Egitto, al contrario amava quel Paese ed era esperto di lotte sociali, in particolare del sindacato egiziano e, dottorando a Cambridge, di crisi dei modelli economici del Medio Oriente. È deceduto, a quanto sappiamo finora, secondo la procura egiziana dopo violenze inaudite”.

Leggi anche

Montecarlo, la Indy 500 e la storia di Lorenzo Bandini

Montecarlo. Il tempo sa essere un vero bastardo, a volte. Ha le sue scadenze precise, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *