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Il nuovo progetto jihadista in Mali

Firenze. L’intervento francese in Mali, dopo l’indipendenza dell’Azawad (a nord del Paese africano), ha costretto le organizzazioni terroristiche locali al ritiro. Tuttavia, sembra che i gruppi jihadisti non siano affatto pronti alla resa. Un documento scovato in un forum sul web, presumibilmente scritto da militanti vicini ad Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), organizzazione guidata da Yahia Abou El Hamam (Djamel Okacha), analizza la situazione nel Sahel e mette a punto una nuova “strategia per tornare a colpire”. Nel testo si parla delle “significative perdite” dovute agli scontri armati con i soldati francesi, ma anche di un piano per rilanciare il “progetto jihadista”. La risposta all’intervento straniero nel nord del Mali, descritto come una vera e propria “crociata”, avverrà “invitando tutti i musulmani a creare un fronte comune”.

I terroristi, inoltre, evidenziano tre categoria di “nemici” da combattere: “la Francia (e l’alleata Algeria)”, “le forze africane delle Nazioni Unite” e ” l’esercito del Mali, fedele al governo di Bamako”. “Quando i francesi decideranno di ritirarsi – si legge – intensificheremo i nostri attacchi. Occorre sensibilizzare la popolazione affinché ostacoli l’attività delle forze straniere”. Secondo questa nuova strategia del terrore, i gruppi jihadisti vogliono attendere il momento propizio per lanciare un’offensiva su vasta scala, per indebolire il nuovo governo maliano e disorientare le truppe francesi. Gli obiettivi sensibili sono sempre gli stessi: ambasciate, consolati e sedi di organizzazioni internazionali.

Infine, il documento (una dichiarazione di guerra, di fatto) sottolinea l’impellente necessità di ampliare l’attività jihadista in Algeria, Tunisia, Mauritania, Niger e Burkina Faso, sul modello dell’attacco alla base di Tiguentourine (In Amenas) e di ostacolare i negoziati di pace tra Bamako ed i secessionisti dell’Azawad.

(di Matteo Pazzaglia)

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