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Né tagli e né aumento delle tasse

Firenze. Il premier Matteo Renzi è stato chiaro sul documento di economia e finanza discusso nell’ultimo Consiglio dei ministri: “Questo Def non è una manovra che toglie soldi agli italiani”. “Non ci sono tagli e non c’è aumento delle tasse – ha aggiunto il capo dell’esecutivo in carica – nel 2015, riduciamo le tasse per 18 miliardi più i 3 di clausole previste dai governi precedenti che eliminiamo”.

“Incontrerò i Comuni prima di venerdì, se serve anche le Regioni. Ma ribadisco: non ci sono tagli per il 2015, punto”, ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio, rispondendo in conferenza stampa ad una domanda sulle proteste dell’Anci per il rischio di tagli ai loro bilanci. “Che la spending debba continuare è un dato di fatto – ha chiosato – se si devono occupare solo di strade e scuole, è chiaro che immaginiamo un taglio”.

“Le aspettative di un aumento delle tasse – ha poi aggiunto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan – sono state disattese”. “Questo lo dico perché in queste settimane e mesi c’è stato un tam tam dei media su un aumento delle tasse – ha proseguito – e questo è semplicemente falso e che l’impegno del governo è credibile lo dimostrano gli 80 euro. Se la crescita sarà migliore delle attese, le clausole saranno disinnescate automaticamente”.

Nel documento, la crescita è stata rivista in lieve rialzo: +0,7% nel 2015, +1,4% nel 2016 e +1,5% nel 2017. Il rapporto tra deficit e Pil si dovrebbe attestare al 2,6% nel 2015, all’1,8% nel 2016 e all’1,7% nel 2017. Il rapporto tra debito pubblico e Pil, nel 2015, sarà al 132,5%, scenderà al 130,9% nel 2016 ed al 123,4 nel 2018.

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